Le varianti tattiche non bastano: al Messina manca ancora personalità

Un tentativo del Messina (foto Alessio Costa)
Un tentativo del Messina (foto Alessio Costa)

La conclusione al volo di Chiaria termina di un soffio al lato: il Messina ha mancato il possibile 2-1 al 95′ (foto Alessio Costa)

Il Messina non è riuscito a sbloccarsi neanche contro il Poggibonsi, la squadra più giovane dell’intera serie C, come ha ammesso l’ex tecnico del Milazzo Marco Tosi, oggi alla guida dei toscani. Al cospetto di un avversario che schierava soltanto due over, il 29enne Pera ed il 26enne Croce, i peloritani hanno pregustato per oltre un’ora la possibilità di centrare il secondo successo stagionale in campionato dopo i due illusori acuti in Coppa Italia. I tre punti, come contro l’Aprilia, sono sfuggiti di mano in extremis, per via della marcatura di Scardina. A sbloccare la sfida, nonostante le consuete difficoltà in fase di manovra, era stato il solito Corona, impeccabile dal dischetto. A pesare le macroscopiche chances sprecate nel corso della ripresa, nella quale la squadra è innegabilmente cresciuta dopo un primo tempo avaro di emozioni ed è arrivata ad un passo dal raddoppio grazie ad una pregevole iniziativa di Guerriera.

Il tecnico Gaetano Catalano (foto Alessio Costa)

Il tecnico Gaetano Catalano in piedi di fronte alla panchina del Messina (foto Alessio Costa)

Hanno funzionato almeno in parte le novità tattiche introdotte da Catalano, che ha varato un inedito 3-4-1-2 con un ispirato Guadalupi alle spalle di “Re Giorgio” e Buongiorno. Positivo l’esordio dell’argentino Scoponi sulla corsia esterna, ottima la prova di Bucolo, il più in palla tra i suoi, che ha avuto anche il merito di conquistare il calcio di rigore che ha inizialmente indirizzato la sfida. Nel finale il Messina non è stato nemmeno fortunato, anche se il Poggibonsi alla fine non ha probabilmente rubato nulla. Il penultimo posto in classifica a pari merito con Castel Rigone e Gavorrano non può ovviamente soddisfare la piazza, anche perché i peloritani hanno già giocato cinque gare su otto al San Filippo, ottenendo fin qui la miseria di sette punti. Dopo il successo con la derelitta Arzanese, fanalino di coda con appena due pareggi all’attivo, i biancoscudati hanno ottenuto soltanto due punti in cinque gare. Il traguardo dell’ottavo posto resta distante appena quattro lunghezze ed un successo a Chieti potrebbe di fatto azzerare questo gap. Ma a preoccupare è la mancanza di solidità difensiva e di personalità di un gruppo che ha smarrito la consapevolezza nei propri mezzi sfoggiata a più riprese nel passato torneo. Gli equilibri trovati un anno fa a Palazzolo sembrano svaniti, se è vero che sono stati testati svariati moduli ed i protagonisti in campo sono stati alternati a ritmi vertiginosi.

L'attaccante Buongiorno prova a pungere da fuori area (foto Alessio Costa)

L’attaccante Buongiorno prova a pungere da fuori area (foto Alessio Costa)

Si nota peraltro una mancanza di tranquillità che non può essere certo giustificata dalla composta contestazione della tifoseria a fine gara. I fedelissimi sostenitori giallorossi hanno incitato la squadra anche dopo la doccia fredda rappresentata dal pareggio, sfogando civilmente la loro rabbia soltanto dopo il fischio finale. Il direttore generale Vincenzo Lo Monaco ha difeso società e gruppo, lodando comunque la prestazione e giudicando eccessive le critiche dell’ambiente nei confronti di una proprietà che ha vinto un campionato ed avviato il risanamento di un club oberato dai debiti che lo avevano spinto sull’orlo del fallimento. Il dirigente ha stigmatizzato anche l’atteggiamento dell’Amministrazione Comunale per la mancata risoluzione della vicenda legata alla disponibilità di un campo di allenamento. La rinuncia alla struttura di Villafranca, che ha ospitato l’ACR fino a qualche mese fa, ha costretto la squadra a peregrinare in vari campi della provincia, da Taormina a Santa Margherita e Giammoro. Dopo alcune stagioni il Città di Messina ha rinunciato all’utilizzo del XXIV^ Artiglieria, concesso di fatto ai “cugini”, ma nell’impianto sono necessari alcuni interventi di manutenzione che prolungheranno quindi i disagi. A fine gara si è appresa infine la notizia delle dimissioni del preparatore atletico Vincenzo Milazzo, ingaggiato in estate per affiancare Catalano, che l’anno scorso ed a Milazzo si era occupato in prima persona della condizione fisica dei suoi uomini. In settimana il tecnico, confermato dalla dirigenza, dovrà lavorare ancora sulla testa e sulle gambe di un gruppo sull’orlo di una crisi di nervi, che non è stato fin qui in grado di esprimersi all’altezza delle enormi aspettative e delle sue possibilità.

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