Con l’Acr Messina distante dalla possibilità di iscriversi davvero in D, per l’elevata mole debitoria che difficilmente potrà essere abbattuta entro il 10 luglio, è già tempo di progetti alternativi per il calcio peloritano. Giorno dopo giorno prende quota la possibilità di vedere il Città di Sant’Agata trasferirsi nel capoluogo, con l’importante opzione della domanda di riammissione che riporterebbe in quarta serie il club appena retrocesso in Eccellenza.

Il presidente Maximiliano Sosa è stato per una decina di giorni a Messina. Alcuni suoi emissari hanno incontrato l’Amministrazione Comunale già nei giorni scorsi, sondando perfino gli umori della tifoseria organizzata, che gradirebbe invece un nuovo club ammesso in soprannumero in Eccellenza. Ma da Figc e Lnd sono arrivate fin qui soltanto chiusure per la contemporanea presenza della neopromossa Messana 1966.
Il massimo dirigente del Sant’Agata ha saldato quasi tutto il pregresso maturato nell’ultima stagione e adesso ha fatto ritorno in Argentina. In Eccellenza per iscriversi non servono le liberatorie ma eventuali vertenze con tecnici e giocatori costerebbero punti di penalizzazione. In serie D varie squadre hanno ancora arretrati accumulati nell’ultimo torneo, che il Sant’Agata sta estinguendo.

La stagione, sfociata nella retrocessione al playout con l’Acireale, è iniziata in salita. In estate venne annunciato l’arrivo in panchina del tecnico Carlos Dario Aurellio, ex calciatore di Brescia e Cosenza, e di svariati atleti argentini, che però poi non sono risultati tesserabili. Dopo gli iniziali investimenti sono emersi problemi economici che hanno originato tante cessioni in corso d’opera e l’avvicendamento tra l’ex tecnico del Messina Ezio Raciti ed Emanuele Ferraro, anche lui già all’Acr da vice di Modica.
Il sindaco di Sant’Agata Bruno Mancuso si professa “amareggiato se il titolo dovesse essere trasferito, privando una comunità – che adesso è preoccupata – della propria squadra di calcio”. Il primo cittadino è comunque consapevole che “gli imprenditori fanno investimenti e scelte”. Non è un mistero che sono sempre state ridotte le presenze allo stadio “Fresina”, dove potrebbe continuare a giocare un’altra squadra di Eccellenza, la Rosmarino. Tanto che dopo tre anni costantemente in zona play-off la precedente proprietà si era fatta da parte l’estate scorsa.

Per ciò che concerne la categoria va chiarito che nel giugno 2020 il Sant’Agata ottenne la D in quanto risultò una delle cinque migliori seconde d’Italia in Eccellenza. Sarà inserito quindi nella nuova graduatoria in cui secondo stime societarie, che potrebbero essere fuorvianti, partirà in pole insieme ai torinesi del Chieri, i lodigiani del Fanfulla e i grossetani del Follonica Gavorrano, ma non è detto che tutte presentino davvero domanda di riammissione in D.
Il trasferimento a Messina varrebbe punti utili per bacino d’utenza e stadio ma il tifo organizzato giallorosso è contrario all’ipotesi. Ne sono consapevoli a Palazzo Zanca, dove si spera di evitare problemi legati alla richiesta d’utilizzo del “Franco Scoglio”, e dualismi come quelli tra Acr, Città di Messina e Football Club Messina, che portarono soltanto divisioni, incomprensioni e polemiche, oltre che un delittuoso dispendio di energie, non soltanto economiche, che sarebbero state invece vitali per garantire un futuro migliore al calcio cittadino, sprofondato nel baratro per la quarta volta in 32 anni.

Secondo la “Gazzetta del Sud” è già stata scelta la denominazione “Messina 1947” ma alla nostra Redazione risulta che sul piatto vi sono anche ipotesi alternative, come “Messina 1900”, “Fc Messina 1900” o “Ac Messina”. Si attende la scelta definitiva di Sosa e dei suoi uomini. Ma più che gli acronimi occorreranno chiarezza e solidità economica. Le ultime Associazioni nate con propositi di Rinascita e Rilancio hanno regalato soltanto illusioni, amarezze e annate a dir poco tormentate.





