Il Salina Festival approda all’Expo. Anteprima l’8 nel padiglione Biomediterraneo; il 10 concerto “Terra che brucia”

Terra che brucia band

Il Salina Festival, il festival della musica, approda ad Expo. La manifestazione, in programma dal 21 al 26 luglio a Salina (Isole Eolie), sotto la direzione artistica di Massimo Cavallaro, giunta ormai alla nona edizione, vivrà alcuni momenti all’interno dell’Expo di Milano. Il festival è promosso e fortemente voluto e sostenuto da quasi dieci anni, soprattutto dall’ amministrazione comunale di Santa Marina Salina, insieme ai comuni di Leni e Malfa, dalla Regione Sicilia e da una rete di sponsor locali. Durante Expo, sarà presentato il programma della prossima edizione alla presenza di diversi ospiti: dal musicista e arrangiatore Ferdinando Faraò, al compositore e cantante Francesco Mazza a Nicolò Leotta, docente dell’Università Milano-Bicocca, partner del Parco Acustico. La presentazione del Salina Festival è prevista venerdì 8 maggio alle 19 nel Padiglione Biomediterraneo. Nello stesso Padiglione Biomediterraneo domenica 10 maggio alle 19 è previsto il concerto “Terra che brucia” di Massimo Cavallaro con la “piccola orchestra dei mari”.
Ogni anno il festival realizza le sue attività intorno ad un tema. Per l’edizione 2015 il tema è “Appartenenza e Condivisione”: siamo culturalmente il luogo in cui siamo nati e cresciuti, dalla condivisione del tutto, volontaria o necessaria nasce il nuovo”. E tutto si muoverà o trarrà ispirazione dal tema. Con la musica motore trainante in tutte le sue espressioni: dai live, alle proiezioni, dalle installazioni di arte contemporanea, sino al Parco Acustico. Il Parco Acustico è stato attivato allo scopo di promuovere, educare e incentivare la cultura ambientale con pratiche innovative che sono suggerite dall’ecologia acustica. Inoltre, in linea con la politica di grande attenzione alla tutela ambientale del territorio, da parte delle amministrazioni locali di Salina, il Salina Festival è la prima manifestazione delle Eolie e della Sicilia che ottempera gli obblighi fissati dal Protocollo di Kyoto per la riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera. Anche quest’anno, Salina Festival, riceverà la certificazione “100% energia pulita” di Multiutility.

Dudu Manhenga

Dudu Manhenga

I consumi elettrici di Salina Festival 2015 saranno infatti certificati immettendo nella rete elettrica nazionale il fabbisogno energetico stimato per i giorni della manifestazione, di energia proveniente da fonti rinnovabili.
Terra che Brucia concerto di Massimo Cavallaro, in expo Domenica 10 Maggio alle ore 19.00 presso il padiglione Biomediterraneo. Lo spettacolo, originariamente prodotto da Taormina Arte nel 2003, è ambasciatore di un pezzo di cultura italiana, tra la memoria delle immagini e la contemporaneità della musica, ha già partecipato con successo, sia di critica che di pubblico per la sua originalità, a diversi festival e rassegne, toccando città quali Berlino, Milano, Como, Napoli, Salina, Pordenone e Genova e arivando sino in Australia e in Tasmania, all’interno di due prestigiosi festival internazionali: Festival di Castelmaine Victoria (http://www.castlemainefestival.com.au/) e il Festival “Ten days on the Island” in Tasmania (www.tendaysontheisland.com). “Terra che Brucia” è un concerto in cui la poesia della musica s’incarna nelle immagini della Sicilia e delle Isole Eolie antiche e sconosciute a molti. Il concerto, infatti, è accompagnato dalla proiezione dei documentari della “Panaria Film” sulla Sicilia e le Isole Eolie, girati negli anni Quaranta e pluripremiati, tra il 1948 e il 1949, ai Festival di Venezia, Locarno, Stresa e Taormina. La “Panaria Film” è passata alla storia del cinema neorealista italiano per aver prodotto: “Vulcano” di William Dieterle, con Anna Magnani e “La carrozza d’oro” di Jean Renoir, sempre con la Magnani. In “Terra che Brucia” è dato alla musica il compito di fare da ponte tra passato e presente, grazie ad una partitura originale in cui confluiscono elementi acustici ed elettrici, con l’obiettivo di creare un’atmosfera capace di dialogare in contrappunto con le immagini cariche di un emozionante carattere di memoria. Musica varia e ricca di citazioni, dal jazz all’ambient, dall’etnica all’elettronica, in un autentico crossover di stili. Inoltre nel tessuto sonoro sono inseriti anche canti tradizionali, “banniate” e la voce del “puparo” estratti dai documentari stessi che danno la misura della fusione tra la musica e le immagini. Un particolare ringraziamento da parte degli organizzatori va rivolto al Principe Francesco Alliata Di Villafranca per la gentile concessione dei documentari della Panaria Film.

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