Il nuovo Messina prova a domare i “lupi” per conquistare altri consensi

L'esultanza finale del Messina a MonopoliL'esultanza finale del Messina a Monopoli

Messina-Cosenza è una nuova tappa, già rilevante, del progetto di ricostruzione dalle macerie lasciate dall’ultima annata, un autentico terremoto per il pallone cittadino. Lungi dal definire decisiva una sfida che rappresenta pur sempre soltanto il terzo impegno ufficiale, in un campionato in cui regna peraltro l’equilibrio, con le favorite della vigilia (Benevento, Lecce, Foggia) che vantano uno score al di sotto delle aspettative iniziali.

Argurio, Gugliotta, Stracuzzi e Manfredi

Argurio, Gugliotta, Stracuzzi e Manfredi in conferenza stampa

Però è altrettanto evidente che il terzo risultato utile consecutivo e magari la prima vittoria potrebbero riaccendere un entusiasmo che cova sotto la cenere e che pian piano la gestione Stracuzzi-Gugliotta-Manfredi sta stimolando. Aiuta anche la presenza del Cosenza, allestito con un budget pari al doppio di quello messo a disposizione del ds Christian Argurio, artefice nonostante tutto di un mercato grandi firme che sembrano fin qui far rima con grandi occasioni. Contro i detentori della Coppa Italia di categoria, privi della stella Caccetta e con qualche cerotto di troppo (Blondett, La Mantia, Raimondi), Di Napoli potrà giocarsi appieno le sue carte.

Stefano Addario

Stefano Addario, ex Savona e Maceratese, rimpiazzerà tra i pali lo squalificato Berardi

Peccato che dal mazzo non possa pescarne almeno tre, per via della squalifica del vivace Berardi, mentre Parisi e Zanini non sono ancora tesserabili. Re Artù confida nell’ennesimo ex Savona, il portiere Addario (l’ex stabiese Di Stasio si accomoderà in panca), chiamato ad esprimersi ai livelli di Giorgione, Bramati e Biondo, tutti già suoi compagni in Liguria, con Arturo allenatore. Proprio gli ultimi due devono fare i conti con qualche acciacco, ma la voglia di mettersi in mostra e di lottare avrà la meglio. Mentre il dodicesimo è originario di Pescara, città che rievoca un ripescaggio tanto caro alla Curva Sud. In difesa Barilaro potrebbe vincere il ballottaggio con Frabotta, mentre sono in lizza per una riconferma De Vito sull’altra corsia, Martinelli e Palumbo in mezzo.

Carmine Giorgione

Carmine Giorgione dopo avere sfidato il “suo” Benevento è pronto all’esordio casalingo

Il rientrante Burzigotti, che ha scontato la squalifica, è pronto a subentrare, con il “jolly” Russo in grado di adattarsi alla bisogna, come hanno dimostrato le prime due uscite ufficiali in cui non ha giostrato nel suo ruolo naturale (il terzino) ma ha finito con il recitare da centrale di difesa, centrocampista e, con i giallorossi in dieci e senza più sostituzioni a disposizione, perfino da portiere! Nel reparto nevralgico appare improbabile la rinuncia alla forza ed all’agonismo di Giorgione così come alla fantasia ed alla tecnica di Fornito, mentre Bramati potrebbe essere insidiato dal rientrante Baccolo, che sogna l’esordio al pari del brasiliano Gustavo.

Un calcio piazzato affidato ai piedi di Dario Barraco

Dario Barraco scalpita dopo avere osservato i compagni dalla panchina al “Vigorito”

Nel tridente potrebbe ritrovare un posto Barraco, reduce dal turno di riposo del “Vigorito”, e fare per la prima volta la sua comparsa Tavares, già decisivo dalla panchina in Puglia. La verve e le qualità di Padulano sono comunque più di un’opzione e quindi saranno lo stato di forma e le sensazioni dell’immediata vigilia a sciogliere gli ultimi dubbi dello staff tecnico, con lo stesso Di Napoli che non si è sbilanciato nella conferenza pre-partita. A completare la panchina ci saranno il giovane Fusca, Biondo, Salvemini e Cocuzza, che dopo il positivo impatto in Campania vuole presentarsi da protagonista anche in quel San Filippo che per la prima volta dopo quattro anni (caratterizzati anche da 125 presenze e 51 reti) sarà “orfano” del cugino Giorgio Corona.

Arturo Di Napoli

Il Messina di Arturo Di Napoli prova a spiccare il volo, proprio come faceva il suo allenatore per celebrare ogni rete…

Ma ci sarà un altro grande assente: Pietro Lo Monaco. Con grande sollievo di una piazza con cui ha rotto fragorosamente. Di questi tempi, un anno fa, si celebrava ancora l’eco della doppia promozione che sembrava il preludio al ritorno nel grande calcio. Adesso, dopo dodici mesi da horror, tra i peggiori della storia del calcio biancoscudato, vi sono l’umiltà di ripartire da zero e l’ambizione di stupire. Di Napoli ci è già riuscito, con una preparazione alternativa ed una rosa allestita in corsa, contro il ripescato Monopoli e l’ambizioso Benevento. Contro i “lupi” della Sila il primo esame di maturità. E lo sfrontato allenatore milanese, alla “prima” in queste vesti in uno stadio in cui è stato protagonista da calciatore, vuole provare subito a spiccare il volo, planando come ai bei tempi, quando allargava le braccia per celebrare uno dei 63 gol firmati con una maglia che non ha più dimenticato.

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