Com’era accaduto all’andata, il temuto derby con la Reggina è un toccasana per il Messina, che si riscopre gagliardo, combattivo e solido. Nella bassa classifica si continuano a fare pochissimi punti, Acireale e Vibonese attraversano una grave crisi societaria e la Sancataldese è riuscita a perdere a Paternò, contro una squadra che non vinceva dallo scorso 2 novembre. A conferma che valeva oro anche lo striminzito 1-0 firmato da Roseti in terra etnea durante la breve gestione di Alessandro Parisi.

Il tecnico Vincenzo Feola è riuscito a rispolverare lo spirito mostrato per mesi, con Pippo Romano alla guida, con un Messina più votato a difendere che a offendere, che comunque è arrivato a un passo dall’impresa nel match più atteso. Di fronte a 7.500 spettatori, in una splendida cornice, davvero di altre categorie, l’Acr si è lasciato alle spalle la triste recita con l’Enna, ritrovando l’atteggiamento e lo spirito giusti. L’inedito 3-4-3 ha sortito gli effetti sperati. Tedesco ha trovato la sua terza rete in quattro gare, confermando che doveva soltanto ritrovare condizione.
L’ex Nardò ha peraltro combattuto con il coltello tra i denti, innervosendo una Reggina che ha innegabile qualità ma anche qualche limite, considerando che alcuni dei suoi uomini più rappresentativi continuano a combattere con gli infortuni. Gli amaranto non sono stati fortunati in avvio, con la traversa di Di Grazia, ma dopo la grave disattenzione che è costata lo svantaggio nella ripresa sarebbero potuti andare ko di fronte alle sortite di Tourè, Saverino e Oliviero, che al pari di Giardino mostra margini di crescita e personalità. A questo punto si attendono segnali anche da Kaprof, mentre Sturniolo e Papallo restano fin qui i principali oggetti misteriosi.

L’atteggiamento mostrato dal Messina, che senza la penalizzazione sarebbe in lizza per i playoff, è quello di una squadra che comunque con le big ha sempre mostrato ottime cose. Saverino e compagni hanno saputo sopperire anche all’emergenza rappresentata dalle defezioni di Matese e Clemente, che proseguono il percorso di riabilitazione e recupero tra piscina e campo, agli ordini dello staff medico di Francesco Mento. Contro il Sambiase bisognerà fronteggiare le squalifiche di Bosia e Trasciani ma la gara del “Granillo” ridà grande fiducia e consapevolezza al gruppo. Poi ci sarà lo scontro diretto di Favara prima di una sosta molto utile per Feola per pianificare il rush finale.
La salvezza diretta è ampiamente alla portata, anche perché la concorrenza è tutt’altro che irresistibile e il Messina, al netto dei suoi limiti, inevitabili per una squadra costruita in grande ritardo e in pochi giorni, ha comunque qualità e nuove opzioni. Basti pensare a Roseti e Zerbo, che hanno trovato qualche minuto soltanto a gara quasi conclusa. Un jolly anche i match casalinghi con Gelbison e Milazzo, che potrebbero avere meno motivazioni dei peloritani. Fondamentali gli scontri diretti con Vibonese, Ragusa e Lamezia mentre la gara di Reggio dimostra che anche contro Nissa e Savoia nessun risultato è precluso.





