Il Messina ha ripreso ad allenarsi. La società tra trattative e caso stipendi

BarberaBarbera celebra con i tifosi il gol realizzato contro il Rotonda (foto Nino La Macchia)

Dopo avere svolto soltanto una seduta in palestra sabato scorso, il Messina ha ripreso finalmente ad allenarsi, al “Franco Scoglio”. La settimana che condurrà alla finale di Coppa Italia con il Matelica non è certo all’insegna della serenità, tutt’altro. A pesare un po’ di malumore legato agli emolumenti arretrati vantati dal gruppo, oltre all’incertezza legata al futuro societario.

Proseguono sotto traccia infatti le trattative volte a un eventuale passaggio di proprietà. Il consiglio di amministrazione ha quantificato in 350mila euro il “prezzo chiavi in mano” del club. Secondo quanto filtrato, il presidente del Cfi Alicante Rocco Arena si sarebbe fermato a quota 285mila in occasione dell’ultimo rilancio. Un’offerta comunque di tutto rispetto per un club di serie D, che ha solo due anni di vita.

Arena, De Luca e Sciotto

Rocco Arena, il sindaco Cateno De Luca e Paolo Sciotto al Comune

Al di là della differenza tra domanda e offerta, a pesare è stata però la quantificazione dello stato patrimoniale del club. Secondo Sciotto vi sarebbero circa 70mila euro da aggiungere sul piatto, dal momento che 50mila euro di crediti compenserebbero in parte le passività prospettate, pari a circa 120mila. Arena ha invece ribattuto, a mezzo stampa, che secondo le sue stime il “rosso”, da aggiungere alla contropartita economica richiesta per la cessione, sarebbe pari al quadruplo.

A spiegare il rifiuto di Sciotto vi sarebbero infine i contatti avviati negli ultimi giorni, a seguito di una terza Pec arrivata nella mail del club, da parte di un altro imprenditore lombardo interessato a rilevare l’Acr. Attivo nell’organizzazione di eventi sportivi e artistici, sarebbe allettato anche dal bando sugli stadi “Franco Scoglio” e “Celeste”. A differenza di quanto accaduto con la cordata friulana, mai palesatasi in riva allo Stretto, i colloqui avrebbero subito un’accelerazione.

Zappalà, Ferrante, Castorina e Traditi

Zappalà, Ferrante, il responsabile dell’area tecnica Castorina e Traditi (foto Nino La Macchia)

Una delegazione della squadra intanto ha incontrato il presidente Paolo Sciotto e il direttore sportivo Fabrizio Ferrigno. Non è stato raggiunto l’accordo sulla proposta avanzata dal massimo dirigente, che sarebbe intenzionato a saldare già in settimana circa la metà degli stipendi ancora vantati.

Impossibile comunque avere un quadro certo della situazione, dal momento che alcuni calciatori avanzerebbero complessivamente soltanto due mensilità, mentre altri ne vedranno maturare da qui a fine giugno tre o quattro. Di certo il club vorrebbe evitare altre grane legali, dopo avere saldato – questa la rassicurazione filtrata nelle ultime ore – tutte le vertenze economiche arretrate, che altrimenti avrebbero già comportato delle penalizzazioni da scontare in classifica.

Sabato a Latina, per la finalissima con il Matelica, seconda classificata nel girone F alle spalle del Cesena, saranno ventuno i calciatori abili e arruolabili. Il tecnico Pietro Infantino dovrà infatti rinunciare agli squalificati Pietro Arcidiacono, Jairo Lourencon e Fabio Bossa, tre importanti pedine in altrettanti ruoli chiave.

Siny Ba

Siny Ba avanza palla al piede (foto Nino La Macchia)

Proprio in vista della finale va detto che, contrariamente a quanto annunciato in precedenza dall’ufficio stampa dell’Acr, non sono ancora disponibili i biglietti per assicurarsi un posto sugli spalti del “Francioni”. Anche a Matelica, infatti, la Lega Nazionale Dilettanti non ha sbloccato la prevendita.

Un paradosso che d’altronde fa il paio con i disservizi lamentati nell’ultimo weekend dai tifosi dell’Avellino, in occasione dello spareggio promozione, poi vinto con il Lanusei, a Rieti. Anche in quel caso i tagliandi, rivelatisi peraltro insufficienti, sono stati messi a disposizione soltanto il giovedì pomeriggio, a poco più di due giorni dal fischio d’inizio.

Commenta su Facebook

commenti