Il Messina annega in una pozza d’acqua… Ora restano il campo e l’orgoglio

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L’illusione di una svolta è durata appena un paio di giorni, in concomitanza con l’iniziativa avviata tardivamente dall’Amministrazione comunale, nonostante gli appelli che il tecnico Simone Banchieri ha reiterato per settimane. L’ancora di salvataggio lanciata da sei imprenditori cittadini e i pochi fondi residui in cassa avrebbero consentito di saldare la mensilità di febbraio ma non i contributi arretrati relativi al periodo novembre-gennaio.

Curva Sud
Piazza Unione Europea gremita dai tifosi (foto Paolo Furrer)

“Il mancato pagamento entro il 16 aprile 2025 degli emolumenti dovuti per il mese di febbraio 2025 comporta l’applicazione della sanzione pari ad almeno 2 punti di penalizzazione in classifica. Inoltre per il persistente eventuale mancato pagamento degli emolumenti relativi al precedente trimestre andranno aggiunti almeno 2 punti di penalizzazione” si legge nel regolamento.

Ma le conseguenze dovrebbero pesare soltanto sul prossimo torneo, dal momento che a meno di un’accelerazione “politica” imposta dalla Lega mancano i tempi tecnici per il deferimento. Anche per quello della Coaps, la Commissione sulle Acquisizioni e Partecipazioni societarie chiamata a valutare la palese (in)consistenza dell’Aad Invest Group.

Doudou Cisse
Doudou Cisse a Bisconte a colloquio con Petrucci e Crimi (foto Luca Carrisi)

La fiduciaria lussemburghese aveva subito sollevato dubbi per il pregresso fallimento del Deinze in Belgio e il suo capitale sociale di appena 12mila euro (anche se quello dell’Acr Messina è di 14mila…). Presentata dal presidente uscente Pietro Sciotto come una “realtà importante”, preferita a tutti i precedenti potenziali acquirenti, si è sgonfiata come neve sotto il sole.

Nessuna delle quattro scadenze economiche decorse da febbraio ad aprile (due per l’acquisto della società, due per stipendi e contributi) è stata onorata. All’uscita dallo studio del notaio Bernardo Maiorana, Stefano Alaimo ha annunciato le sue dimissioni da presidente, che lasciano di fatto la società priva di una dirigenza. Doudou Cissè è scomparso dai primi di febbraio, Alexandre Chateaux non si è mai visto a Messina.

Pietro Sciotto
L’ex presidente del Messina Pietro Sciotto

Il socio di minoranza, anche lui adesso inadempiente, si è rimangiato anche l’impegno formalizzato nei giorni scorsi, quando aveva aderito all’iniziativa lanciata dal Comune. Pietro Sciotto ha onorato da solo per sette anni gli oneri economici e gliene va dato atto anche se i budget non sono mai stati stellari. Dopo non avere ricevuto le somme promesse invano dall’Aad ha deciso però di farsi da parte, a dispetto di un 20% di quote che imporrebbe comunque un impegno economico.

Aggiungere i 62mila euro di sua competenza ai 163mila raccolti non sarebbe bastato ma l’impressione è che ancora una volta, come a febbraio, il Messina sia annegato in una pozza d’acqua… Un delitto, soprattutto nei confronti di una squadra encomiabile in campo e fuori, dove anche oggi ha distribuito uova di Pasqua negli ospedali di una città sempre più inerme, passiva e apatica.

Acr Messina
Le uova di Pasqua distribuite dal Messina all’Oratorio San Matteo (foto Ciccio Saya)

Come se fosse facile ripartire dai Dilettanti e vincere, a maggior ragione in una serie D che con la riforma in cantiere dovrebbe passare presto a sei gironi da 20 squadre e due da 22, dando il via a stagioni ancora più lunghe e complicate… In riva allo Stretto resta almeno la procura a vendere, su cui è peraltro messo nero su bianco che il club è in vendita alla cifra simbolica di un euro.

Qualche ora dopo lo sconforto inevitabile per l’ennesima illusione trapelano grande scoramento sia da Palazzo Zanca che dallo spogliatoio giallorosso. Gli ultimi mesi da horror fanno il paio con una gestione da sempre singolare, fin dall’esordio nell’estate 2017, con sconfitta a tavolino per la mancata presentazione ad Acireale in Coppa Italia. Non c’è mai stata chiarezza assoluta sulla situazione contabile della società, che resta paradossalmente meno indebitata di tante altre realtà professionistiche.

Gelli
Il colpo di testa di Gelli (foto Andrea Mattiacci)

A due giornate dal termine del campionato non resta che aggrapparsi all’orgoglio di un gruppo eccezionale, per provare almeno a giocarsi una miracolosa salvezza ai playout. Un club ancora in C avrebbe molte più chances di sopravvivenza rispetto ad uno retrocesso in D. Il campo resta l’unico appiglio per sperare di tenere in vita il titolo. Altrimenti si dovrà ripartire dal basso. Serviranno soldi, pazienza, umiltà e a differenza di Sciotto dovremo fare tutti tesoro degli errori commessi in questi anni.

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