Igea 1946, Parisi: “Lavoriamo per non subire gol e i risultati si vedono”

Cristiano ParisiIl difensore dell'Igea Cristiano Parisi

Da tre partite l’Igea 1946 ha messo il lucchetto alla porta. Merito di una difesa arcigna, organizzata ed impermeabile, che ha permesso alla squadra allenata da Giuseppe Furnari di risalire la china, fino a piazzarsi ad appena un punto dalla coppia di testa formata da Acquedolci e Santangiolese. Il 6-0 al Gangi è stata l’ennesima bella prova di forza e di orgoglio sfoderata dal pacchetto arretrato giallorosso, che lascia agli avversari soltanto conclusioni sporadiche e dalla lunga distanza.

Di questo reparto il difensore centrale Cristiano Parisi è uno dei leader indiscussi e spiega a cosa sia dovuto questo cambio di rotta della compagine barcellonese: “Dovevamo dare una svolta alle nostre prestazioni, visto che il nostro obiettivo stava stranamente allontanandosi. Abbiamo fatto quadrato, lavorando ancora più con impegno e dedizione alla causa. I risultati ci stanno dando ragione, il cammino è lungo ma la strada è quella giusta. Nel calcio le critiche ci stanno, le accetto personalmente e le accettiamo come squadra, trasformandole in energia positiva in campo”.

Igea

Una fase della sfida tra Igea e Gangi

Si difende e si attacca in undici, la difesa giallorossa difende bene ed attacca altrettanto bene: “E’ vero, siamo una difesa duttile ed abbiamo nelle ultime settimane tratto grande giovamento anche dal recupero di Ciccio Alosi, che lì davanti fa grande filtro e dà una mano notevole anche al reparto avanzato“.

Parisi dedica un pensiero anche al Gangi: “Non mi aspettavo un risultato così rotondo, loro sono un’ottima squadra, ma noi abbiamo dato davvero il massimo”. In casa giallorossa si prova a buttare acqua sul fuoco dell’entusiasmo e già si pensa al prossimo impegno sul campo di Falcone, altro terreno in terra e di dimensioni probabilmente un po’ più ridotte: “Sicuramente un campo in terra battuta è un punto a sfavore per chi vuole costruire gioco. La differenza rispetto al nostro campo in alcune trasferte si nota. Le difficoltà ci sono, inutile negarlo. Però con compattezza e determinazione possiamo ottenere i risultati che tutti speriamo di raggiungere”.

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