Gioveni e Rizzo scrivono al Comune: “Sugli impianti sportivi il nulla cosmico”

Palestra JuvaraInfiltrazioni d'acqua in un palazzetto cittadino

“Che fine hanno fatto i bandi per la gestione di tutti gli impianti sportivi cittadini, che visione futuristica ha questa  Amministrazione dello sport nella nostra città?, cosa sta facendo in concreto l’assessore al ramo Francesco Galloper valorizzare le numerose presenti nel territorio comunale?”. Sono gli interrogativi dei consiglieri comunali Libero Gioveni (Fratelli d’Italia) e Massimo Rizzo (LiberaMe).

Libero Gioveni

Il consigliere comunale Libero Gioveni

Che chiedono contezza al titolare della delega allo sport dell’attuale Giunta dopo i suoi annunci all’atto dell’insediamento in sostituzione del suo omologo Giuseppe Scattareggia (che ha appena aderito ufficialmente a Fratelli d’Italia) e chiarezza sulla gestione di un importante settore, parecchio sentito e non soltanto dagli addetti ai lavori, che a loro dire fa “ancora acqua da tutte le parti”.

“Non vogliamo entrare nel merito dei problemi dei singoli impianti – chiariscono Gioveni e Rizzo – perché sappiamo che in ognuno è presente anche più di una criticità, ma è proprio l’esigenza di dover affrontare e risolvere in maniera diversa (senza incidere sulle casse comunali) le tante problematiche che investono le strutture, che ci spingono in maniera trasversale a chiedere conto e ragione all’Amministrazione di un inaccettabile e deleterio immobilismo su questo fronte”.

Massimo Rizzo

Il consigliere comunale Massimo Rizzo

“A Messina non esiste solo lo stadio “Franco Scoglio” da poco aggiudicato – proseguono i due consiglieri – o il glorioso “Giovanni Celeste” per il quale siamo ben consapevoli delle difficoltà che esistono per un suo pieno utilizzo dovuto al difficile contesto urbanistico in cui si trova, ma ne esistono altri delle più disparate discipline sui quali è calato un silenzio tombale che non solo non fa bene allo sport, ma genera effetti sociali devastanti sulla voglia di ripartenza che hanno i nostri concittadini dopo l’auspicabile fine della pandemia”. 

“Se pensiamo alle potenzialità ancora inespresse del PalaRescifina (chiaramente dopo la sua provvisoria destinazione ad hub per le vaccinazioni) o del PalaTracuzzi, oppure dei palazzetti minori come quelli di Gravitelli, Montepiselli, Ritiro, Juvara, non possiamo non stigmatizzare questa sorta di “paralisi politica” in questo ambito che evidentemente per questa Amministrazione non rappresenta una priorità”.

autodromo

Il mini-autodromo di Sant’Agata sommerso dai rifiuti

“Per non parlare poi – insistono i due consiglieri comunali – del campo di calcio “Bonanno” dell’Annunziata la cui concessione decennale è prossima alla scadenza, dei campi da tennis di villa Dante mai utilizzati, dei campi di atletica Ex Gil e Cappuccini negati alla cittadinanza e, dulcis in fundo, la scelta di non utilizzare più come impianto sportivo (ma come bene di pubblica utilità) il prezioso mini autodromo di Sant’Agata che ci invidia il mondo intero per l’ubicazione strategica che detiene”.

“E che dire delle promesse non mantenute alle associazioni sportive dilettantistiche penalizzate dai vari Dpcm che ancora attendono da ben cinque mesi il contributo economico comunale? Se non sono fatti politici evidenti questi per giudicare negativamente un operato strampalato nel settore dello sport in città – concludono Gioveni e Rizzo – non sappiamo quali possano essere. L’assessore Gallo si esprima quindi una volta per tutte su cosa voglia fare dell’impiantistica sportiva e dell’indotto che vi ruota attorno; anzi, più che esprimersi (perché lo ha già fatto), adesso faccia, senza se e senza ma”.

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