Nelle ultime ore sono stati acquisiti atti e documenti sulla cessione del pacchetto di maggioranza dell’Acr Messina alla fiduciaria lussemburghese Aad Invest Group, nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura di Messina. Ad anticiparlo è stata la Gazzetta del Sud.

Il procuratore aggiunto Vito Di Giorgio e il sostituto procuratore Fabrizio Monaco hanno conferito una delega alla Guardia di finanza e alla Digos per sequestrare atti e acquisire i documenti relativi alla cessione dell’80% delle quote della società nata nell’estate del 2017 e gestita per quasi otto stagioni dalla famiglia Sciotto. Anche se non sarà semplice reperire gli incartamenti relativi all’Aad Invest all’estero, tra Lussemburgo e Belgio, dove la fiduciaria aveva acquisito il club del Deinze.
L’inchiesta, con le ipotesi di reato di truffa e minacce, attualmente contro ignoti, riguarda l’uscita di scena della precedente proprietà e l’avvento dell’entità amministrata da Doudou Cissè e Alexandre Chateaux. I magistrati hanno già ascoltato l’ex presidente dell’Acr Messina Pietro Sciotto, adesso azionista di minoranza della società e promotore di un esposto contro la nuova proprietà inadempiente, il suo successore, il dimissionario Stefano Alaimo, l’ex tecnico Simone Banchieri e il segretario generale del club Alessandro Failla.

Com’è noto Aad non ha mai onorato le due rate da complessivi 2,5 milioni di euro, dovuti come contropartita per l’acquisizione del club, né ha onorato le principali scadenze fiscali e previdenziali previste dalla Lega Pro. Il Messina non ha versato infatti i pagamenti Irpef e Inps del trimestre novembre 2024-gennaio 2025, subendo quattro punti di penalizzazione in classifica, né ha rispettato la scadenza relativa alla mensilità dello scorso febbraio, che originerà una nuova decurtazione di punti nel prossimo torneo, aggravata dalla “recidiva”. Ecco perché Procura, Finanza e Digos hanno acceso i riflettori sulla gestione dell’Acr.





