Dopo cinque stagioni, le precedenti tre vissute costantemente in zona playoff, il Sant’Agata ha salutato la serie D. Un’annata tormentata si è chiusa nel modo più amaro, con una salvezza pregustata grazie al 2-0 di vantaggio sul campo dell’Acireale e sfumata ad un minuto dal termine, con il pareggio dei granata. Un 2-2 che i locali hanno poi difeso anche nei tempi supplementari, che hanno condannato i biancazzurri ad un’amara retrocessione.

Il tecnico Emanuele Ferraro non nasconde la sua amarezza: “Peccato per quello che abbiamo fatto durante tutto il percorso, al di là dell’ultima partita. La situazione era drammatica e siamo riusciti a giocarci la possibilità di mantenere la categoria. Poi il playout fa storia a sé, con una squadra corta per le pesanti assenze di Perez e Pussetto”.
Le due reti incassate nel finale alimentano i rimpianti: “Sfido chiunque ad andare ad Acireale con quell’atteggiamento, a giocare una partita simile… Sul 2-0 ci credevamo e abbiamo anche colpito la traversa per il possibile 3-0. Poi si sono fatti male Catalano, Bova e Iuculano… Chi è subentrato ha dato tutto ma non è bastato”.

Su un campo caldo il Sant’Agata ha provato in tutti i modi a sovvertire i pronostici: “Perdere la D ad un minuto dalla fine, dopo mille problematiche per una società assente, è davvero il massimo. L’Acireale con quella rosa non doveva essere neppure nei playout: abbiamo anche pescato l’avversario peggiore ma ce la siamo giocati e siamo stati in partita con le nostre armi, in un ambiente incredibile”.
Un playout arrivato anche dopo l’estromissione in extremis dell’Akragas, contro cui il Sant’Agata aveva conquistato sei punti: “Retrocediamo dopo un pareggio per il fattore campo avverso. Le due vittorie poi cancellate avrebbero dato una classifica diversa a noi e al Favara. Il campionato è stato falsato a sette giornate dalla fine: noi ci siamo sudati la vittoria ad Agrigento, è ingiusto e fuori da ogni logica. Sarebbe stato meglio dare i tre punti a chi non li aveva ancora affrontati”.

Dopo una grave crisi societaria e tante partenze che avevano condizionato anche la gestione di Ezio Raciti, il Sant’Agata si era risollevato: “Abbiamo vinto a Locri, a Favara e a Vibo, al termine di partite incredibili. Con una società vicina non saremmo retrocessi. Gestire tutto da soli non era facile, anche il ds Santo Russo aveva lasciato. Sfido chiunque a fare meglio, non abbiamo mai sfigurato”.
La copertina va ovviamente a Giovambattista Catalano, capace di firmare ben dieci gol e venti assist: “Un riferimento per tutti con la sua qualità. Mi ha aiutato nella gestione del gruppo e ha mostrato una disponibilità assoluta che mi ha stupito – riconosce Ferraro –. Anche Bova e Abbate hanno fatto la differenza. Ci siamo uniti e con poco siamo usciti a testa altissima: a questi ragazzi va davvero un plauso”.

Pensando anche alle numerose rimonte subite, sarebbe bastato poco per coronare una lunga rincorsa: “Ho tenuto tutti sulla corda anche se non prendono soldi da mesi. Speriamo che il presidente Sosa possa adesso ripianare le pendenze e garantire un futuro al club. È un peccato per i ragazzi, che sul campo meritavano la salvezza che in condizioni migliori sarebbe arrivata. I santagatesi sono stati vicini alla squadra. In un ambiente sfiduciato la squadra ha dato il massimo”.





