Ferrante: “Attesi da un ciclo durissimo. Ad Arena dobbiamo solo dire grazie”

Grabinski, Arena e FerranteGrabinski, Arena e Ferrante a bordo campo (foto Familiari)

Otto vittorie, un pareggio e una sola sconfitta e appena tre reti subite in dieci partite. I numeri premiano il nuovo corso del Fc Messina, atteso però ora da test da brividi, contro Palermo, Giugliano, Savoia e Acireale nelle prossime cinque giornate.

Ne è consapevole il direttore generale Marco Ferrante: “Il momento è positivo. Siamo contenti del rendimento di tutti i reparti, perché come speravamo abbiamo risalito la classifica. Ma ora dobbiamo continuare così nelle prossime partite di cartello, test davvero importanti”.

Alessandro Marchetti

Alessandro Marchetti ha firmato la terza rete con il Biancavilla (foto Giovanni Chillemi)

Giuffrida e compagni sono stati più forti delle numerose assenze, alle quali peraltro si aggiunge adesso Camara, per un sospetto stiramento: “Se abbiamo vinto comunque tante gare evidentemente l’organico è di spessore. Raggiungere gli obiettivi prefissati con un solo giocatore non è possibile perché se poi lui viene meno per infortuni o squalifiche e non hai alternative lo paghi a caro prezzo. A breve rientreranno Carbonaro e Melillo. Per Aladje i tempi saranno più lunghi ma considerata la sua stazza e la fascia muscolare potrebbe abbattere i tempi. Non dobbiamo comunque mettergli fretta”.

Il mercato si chiude con alcuni movimenti legati agli under. Partiti Carrozza e Pini, in gruppo ci sono già Falco e un altro straniero, il cui nome sarà ufficializzato dal club soltanto nei prossimi giorni: “Si sono aggregati un centrocampista francese del 2002, che verrà tesserato se confermerà le ottime credenziali che abbiamo raccolto su di lui, e Falco, un esterno alto del 2001 dell’Avellino. Ci siamo mossi poco ma preferiamo avere qualche giocatore in più, considerati gli incidenti di percorso sempre possibili”.

Fissore e Geran

Fissore e Geran svettano in area (foto Giovanni Chillemi)

La difesa sembra una lontana parente di quella che aveva subito 14 reti nelle prime undici giornate: “Non è merito di un singolo. Se non arrivano tanti tiri in porta significa che c’è una grande barriera davanti a Marone. Abbiamo un asse difensivo di spessore, che però adesso dovrà affrontare attacchi di spessore, costruiti per vincere”.

Si parte da Palermo, sul campo della capolista, già vittoriosa otto volte davanti al suo pubblico: “Portano quasi sempre a casa i tre punti, al di là di qualche critica. Hanno ottenuto dieci successi consecutivi e si sono potuti permettere qualche passo falso. Il distacco da loro e dal Savoia è notevole. Dobbiamo restare sul pezzo, senza cullarci per quanto fatto”.

Dambros

Una conclusione di Dambros (foto Giovanni Chillemi)

La società ha appena ufficializzato l’accordo con l’Università, le cui strutture hanno già ospitato il primo allenamento: “Siamo contenti di avere messo piede in città. Mercoledì e venerdì ci sposteremo all’Annunziata, ma il “Celeste” resta casa nostra. Aprirlo per il campionato? Vedremo in futuro, inutile fare clamore o promesse. Se i nostri tecnici, che le stanno tentando tutte, ci riusciranno sarà una bella soddisfazione, perché è un tempio del calcio”.

Il terzo posto ha portato qualche appassionato in più sugli spalti: “Ben vengano se ne hanno voglia. Noi continueremo a lavorare per esprimere un buon calcio, anche perché non abbiamo altre armi. Al di là dei risultati abbiamo un’identità e non accade a tutte le squadre in questo campionato. Il presidente è stato chiaro: dobbiamo ottenere il massimo, poi ci giocheremo tutte le nostre carte, magari provando anche a cogliere l’eventuale opportunità del ripescaggio”.

Fc Messina

Il saluto conclusivo al pubblico (foto Giovanni Chillemi)

L’ex bomber del Torino ha un messaggio anche per Rocco Arena: “Non gli si può dire nulla, dobbiamo soltanto ringraziarlo. A differenza di altri presidenti approdati negli anni a Messina, seminando parole, ha mantenuto tante promesse. Mattone dopo mattone è stato costruito qualcosa di importante”. 

Ferrante preferisce ora guardare avanti: “Per una società nuova, partita da zero, senza scrivanie e palloni, non era facile ritrovarsi terza nonostante i punti persi. Sinceramente non ci rimproveriamo nulla ed è inutile guardarsi indietro. Meglio guardare il bicchiere mezzo pieno, con rinnovata consapevolezza nei propri mezzi”.

Il dg dribbla infine la questione stadi: “I pannelli pubblicitari? Mi interessa il calcio giocato, non parlo del resto. La foresteria? Dico soltanto che è un delitto vederla in quelle condizioni”.

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Francesco Straface

Francesco Straface

Ideatore di MessinaSportiva nel 2005, per tredici anni - dal 2002 al 2014 - ha lavorato nelle emittenti private TeleVip e Tremedia. Vanta alcune esperienze nella carta stampata ("Il Dubbio" e il "Quotidiano di Calabria"). Dal 2016 è tutor presso la Scuola di Giornalismo della Lumsa di Roma

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