Il Messina è pronto alla sfida con il Ragusa, che vale davvero una stagione. Il tecnico Vincenzo Feola preferisce però non caricare ulteriormente la vigilia: “In casa abbiamo fatto fatica ma lo spogliatoio è tranquillo e sereno. Sono gare che non si preparano, caricarla ulteriormente e alzare la pressione potrebbe creare l’effetto contrario. È calcio ma non significa che non gli diamo importanza. È il nostro lavoro, se retrocediamo per noi sarà dura, se ci salviamo nonostante il -14 sarà importante anche per il nostro futuro”.

Dopo una settimana di lunghi allenamenti l’ex Akragas attende conferme anche la domenica: “Gli uomini sono sempre gli stessi e le loro caratteristiche non le puoi modificare, puoi smussare qualcosa e cambiare interpreti per squalifiche, infortuni e under. Mi aspetto però più rabbia. Come impegno non posso dire nulla ai ragazzi, quello che vedo in settimana è incredibile. Nella mia carriera ho visto poche squadre allenarsi con questa intensità”.
Servirà anche un po’ di fortuna perché tre recenti finali sono costati sei punti al Messina: “Veniamo da quattro sconfitte in casa e sarebbe meglio restare in silenzio. Stiamo cercando in tutti i modi le soluzioni con i ragazzi, addossare colpe non serve al nostro spogliatoio. La prestazione e il bilancio delle gare non dipendono soltanto dal risultato, penso al palo colpito al 90’ a Vibo e alle reti subite nel finale a Favara e con la Reggina”.

Feola ha sdrammatizzato la tensione facendo riferimento al provvedimento disposto dal Giudice Sportivo dopo il rosso subito a Torre Annunziata: “Dobbiamo dare la possibilità ai calciatori di trovare la soluzione giusta per sbagliare il meno possibile. So che giustificarsi e dire altro non serve. Proveremo a sbloccarci anche sfruttando la mia assenza, perché sono squalificato. Ci metto cento firme: se riusciremo a vincere magari per scaramanzia non mi sederò più in panchina…”.





