C’è stato anche un fuori programma nella conferenza stampa pre-gara del tecnico del Messina Vincenzo Feola, che ha commentato, un po’ come fece il predecessore Giacomo Modica, il peso crescente delle chat, che seminano zizzania e spesso vero e proprio odio. “Io sono contro i social e non li frequento. Se vengono utilizzati per scopi di lavoro sono fondamentali e non a caso hanno cambiato il mondo. Ma hanno anche rovinato tante cose, non soltanto il calcio ma anche la vita privata, che viene condizionata. Qualsiasi persona si può permettere di giudicare gli altri, dicendo tutto e il contrario di tutto, nascosto dietro uno schermo. Il calcio come la politica esalta poi questi aspetti. Non li leggo e non mi faccio condizionare”.

Nelle ultime settimane i social hanno poi ospitato ulteriori indiscrezioni, tutte da verificare, su presunte gare combinate e adesso sull’esposto presentato contro il Messina da altri due club del girone. Sarà la Procura Federale, che ha interrogato i tesserati di alcune società, a valutare eventuali irregolarità. Nel frattempo Feola ha cercato di isolare la sua squadra da ogni illazione esterna: “Le persone intelligenti lo capiscono ma la stragrande maggioranza delle persone vive su pettegolezzi, polemiche e inciuci. Ne ho sentite e viste tante ma ogni volta mi meraviglio perché c’è sempre qualcosa di nuovo che emerge. Ho chiesto ai ragazzi di pensare a vincere, concentrandosi soltanto sul campo. Peraltro potrebbero essere uno stimolo in più per farci rendere ancora di più. Le indiscrezioni danno fastidio ma la società mi ha rassicurato in merito. Vogliono destabilizzare questo ambiente e tutto quello che accade a Messina viene amplificato tantissimo per via del blasone e dell’importanza della piazza. Sarà il tempo a dire chi aveva ragione”.





