Feola: “Mancata la fortuna. Nessuna squadra ci ha messo sotto da quando sono qui”

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Le partite che mancano sono sempre meno e l’imperativo resta più che mai lo stesso, tornare a vincere. Alla vigilia del match casalingo contro la Gelbison, in programma domenica al “Franco Scoglio”, il tecnico giallorosso Vincenzo Feola offre la sua chiave di lettura sulla delicata situazione del Messina, terzultimo in classifica e a secco dei tre punti ormai da sei giornate.

Vincenzo Feola
Il tecnico del Messina Vincenzo Feola a Reggio Calabria

Sto lavorando sia sulla testa sia per quanto concerne il lavoro in campo che è fondamentale, con l’organizzazione e le idee. Questa squadra è partita da zero, non doveva nemmeno iscriversi al campionato. Può essere un controsenso, ma con il -14 all’inizio è stato più facile, perché non essendoci nulla da perdere la squadra ha giocato con entusiasmo e voglia. Dopo tanti risultati, arrivati anche con un po’ di buona sorte che stiamo pagando adesso, in questo momento la maglia e il blasone pesano. A sei gare dal termine siamo in corsa per una salvezza che pareva impossibile, nessuno avrebbe scommesso un centesimo sul Messina e sfido chiunque a dire il contrario. Sono molto fiducioso vedendo i ragazzi come si allenano. Nelle ultime due partite abbiamo colpito due pali interni e la palla è uscita fuori, all’andata in quelle occasioni si sarebbe fatto gol”.

L’allenatore campano recrimina per la sfortuna che a suo giudizio ha accompagnato le ultime prove: “Le prestazioni non ci sono state nemmeno prima, si sbaglia a dare i giudizi soltanto in funzione del risultato. Da quando ci sono io nessuna squadra ci ha messo sotto. Contro la Reggina è vero che loro potevano segnare dopo tre minuti, ma sull’1-0 abbiamo avuto tre o quattro palle gol per chiudere la partita. In casa con il Sambiase ci hanno fatto gol sull’unico colpo di testa mentre noi abbiamo avuto tre o quattro occasioni. A Favara siamo stati raggiunti per un rigore al 93′. Con la Nissa, che è la maggiore candidata a vincere il campionato, abbiamo avuto due o tre occasioni e invece siamo stati castigati. A Vibo Valentia, alternando situazioni buone e meno buone, abbiamo avuto tre o quattro opportunità che non siamo riusciti a concretizzare e si è rischiato quasi di perderla”. 

Gradinata Est
Lo striscione esposto dalla Gradinata Est (foto Paolo Furrer)

“I ragazzi vengono da sette-otto mesi di tensioni, pressioni e lavoro. Non era facile partire da -14 – aggiunge Feola -. Dopo l’accumulo di tanto stress mentale, oltre che fisico, lo stanno pagando, ma li vedo vivi e partecipi. Noto troppo pessimismo attorno a questa squadra. Si parla di ultima spiaggia o di essere già retrocessi, invece la squadra è presente. Ci sta girando male ma fino all’ultimo secondo dell’ultima parttita, finché la matematica non ci condanna, abbiamo il dovere di salvare il Messina”. 

Sul possibile rilancio di Roseti (lasciato in panchina anche a Vibo), che rimane il miglior marcatore stagionale del Messina, analizza così la questione: “Bisogna avere degli equilibri, troppo facile dire dopo perché deve giocare l’uno o l’altro, c’è anche un’esigenza di under. Per me non conta il nome, gioca chi è funzionale al bene del Messina. Qui si passa dal campo alla tribuna e dalla tribuna al campo. Meritano tutti quanti, le scelte vanno fatte rispetto alla squadra avversaria e in base a chi sta meglio. Zucco, insieme a Bombaci, ha meritato di giocare. Ho diversi attaccanti, tra cui Kaprof, Tedesco, Roseti, Zerbo, Tourè e Oliviero. Sono giocatori importanti ma non possono giocare tutti, c’è bisogno di equilibrio. Dobbiamo essere più propositivi verso questa squadra, senza dimenticare cosa hanno fatto i ragazzi fino adesso. Non siamo una squadra che doveva ammazzare il campionato o per la quale era facile azzerare subito la penalizzazione“. 

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