Ezio Musa ci ha fatto divertire. Dribbling, finte e il gol all’esordio a Reggio

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Se Totò Schillaci ci ha fatto “scialare”, Ezio Musa ci ha fatto divertire. Questo penseranno i tanti tifosi messinesi che hanno vissuto le gesta dei due calciatori protagonisti in periodi diversi con la maglia biancoscudata. Dopo Totò se n’è andato anche Ezio. A 75 anni ci ha lasciato il funambolo di Castelguelfo (Bologna), che con i suoi dribbling ubriacanti, le sue finte e i suoi gol ha deliziato le domeniche dei messinesi a partire dal 27 ottobre 1974, quando all’esordio al “Comunale” di Reggio Calabria, con un calcio di punizione magistrale, regalò il successo al Messina e per questo entrò di diritto nella storia giallorossa.

Ezio Musa
Una formazione del 1974-75 (archivio Carmelo Minissale)

Musa ci ha fatto divertire, ma anche ammattire. Perché il suo estro andava di pari passo con la sua sregolatezza. Un giocatore della sua classe poteva sicuramente ambire a palcoscenici più prestigiosi, ma lui era fatto così, e i tifosi messinesi lo hanno amato anche per questo. Il presidente Giovanni Gulletta ne acquistò il cartellino per 150 milioni di lire dall’Arezzo, dove nella stagione precedente aveva segnato 9 reti in serie B. Arrivò in riva allo Stretto a metà settimana, prima del derby con la Reggina, Franco Scoglio lo mandò subito in campo e lui lo ripagò immediatamente mandando in visibilio i tanti messinesi presenti al Comunale.

Meglio di così la sua avventura in giallorosso non poteva cominciare. Nel corso di quella stagione disputò 25 partite segnando 8 reti. Oltre a quello della vittoria sulla Reggina, andò in gol anche contro l’Acireale: il suo primo centro al “Celeste” sbloccò il risultato su rigore (2-0 il finale con raddoppio di Tripepi). Poi arrivò la doppietta rifilata alla Turris con il 3-0 finale realizzato da Picat Re. Suo anche il gol della vittoria (1-0) contro la Nocerina, su rigore. Di Musa la doppietta dagli undici metri che mise ko il Crotone nello stadio di via Oreto e infine il gol – ancora dal dischetto – nella sconfitta per 4-2 in casa del Bari.

Ezio Musa
Ezio Musa con la maglia del Messina

A fine stagione il Catania vincerà il campionato, ma pagherà dazio al Celeste: il 2-1 finale per i peloritani portò la firma di Tripepi ma Musa fu uno dei grandi protagonisti di quella storica vittoria. Il Messina si classificherà al sesto posto con 39 punti. Nella stagione successiva, Musa venne riconfermato e Bruno Bolchi in panchina prese il posto di Scoglio. Il Messina ripartiva con buone prospettive e una squadra ringiovanita iniziò benissimo con la vittoria per 1-0 sul campo del Trapani: il gol è proprio di Musa che si ripeterà su rigore sette giorni dopo al Celeste contro il Crotone (2-2 il finale).

Ancora una rete su rigore in casa per il 2-0 sul Marsala. Era un Messina forte quello di Bolchi, imperniato su una difesa granitica e la classifica sorrideva ai giallorossi, che in trasferta si facevano rispettare. Il pari di Potenza (1-1) lo firmava ancora Musa. Contro la capolista Sorrento, al Celeste, arrivava però una battuta d’arresto inaspettata, Musa si faceva parare da Corti il calcio di rigore che avrebbe regalato il pareggio. Ancora un gol di Ezio riporta al successo i biancoscudati contro la Nocerina (1-0 su rigore), poi la rete ancora dal dischetto sul campo della Turris (2-1 il finale per i corallini). Un infortunio al ginocchio lo mette fuori causa per alcuni mesi e senza di lui calano anche le presenze sugli spalti…

Ezio Musa
Il Messina della stagione 1975-76 (archivio Carmelo Minissale)

Musa rientra a poche giornate dalla fine del campionato che il Messina chiuderà al quinto posto con 42 punti, per Musa saranno 19 le presenze e sei le reti all’attivo. La dirigenza decide di ringiovanire la squadra, affidandosi al Varese. Partono tanti giocatori come Onor, Caremi, Mascella, Parolini, Hellies, Gagliardi e anche Musa, che torna ad Arezzo. Il Messina retrocederà in serie D ma nella stagione 1978-78 Musa tornerà in Sicilia, pronto a riportare in C i giallorossi. Ma le cose non vanno come tutti desideravano. Musa giocherà 18 partite, con tre reti realizzate. La prima all’esordio con lo Scicli al Celeste (1-0), poi il gol del pareggio su rigore nel match perso con la Vigor Lamezia (1-2) e il gol della vittoria per 1-0 sulla Vibonese.

Ma la squadra subisce una involuzione e la situazione precipita. La sua ultima apparizione con la maglia del Messina risale al 27 gennaio 1978, quando i giallorossi vengono sconfitti per 2-0 in casa dall’Acireale, risultato che costerà la panchina al tecnico Enrico Hanset, sostituito da Adelchi Brach. Musa lascerà definitivamente il Messina e appenderà le scarpe al chiodo. Nel 2015 tornerà a Messina ospite della società presieduta da Natale Stracuzzi e riceverà l’ovazione dei tifosi: Musa è rimasto e rimarrà sempre nel cuore dei messinesi.

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