Di Donato: “Onore al Messina, gli auguro di salvarsi. Vedo in Crimi l’emblema”

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L’Altamura cade sotto i colpi del Messina in una gara sulla quale sostanzialmente è calato il sipario già in apertura di ripresa. Il tecnico biancorosso Daniele Di Donato può rammaricarsi per la buona mole di gioco prodotta nella prima frazione, senza concretizzare, con due legni colpiti e soprattutto un rigore parato da Krapikas a Leonetti. In sala stampa il suo pensiero, all’insegna del fair play, va però soprattutto all’impegno mostrato dai padroni di casa: “Faccio innanzitutto i complimenti al Messina. Onore ai ragazzi che nelle difficoltà stanno venendo fuori. Ho visto un gruppo coeso e compatto che insieme al mister sta facendo qualcosa di straordinario. Gli auguro di raggiungere quello che sarebbe un obiettivo storico e importante per la situazione che stanno vivendo”. 

Tordini
Tordini ha firmato l’assist del terzo gol (foto Paolo Furrer)

Per l’Altamura, da matricola, la salvezza è praticamente acquisita e su questo ad inizio stagione non ci avrebbero scommesso in tanti. Di Donato ha però da rimproverare ai suoi qualche errore di troppo: “Le partite si decidono sugli episodi. Siamo partiti bene, nei primi 30′ abbiamo costruito tanto. La differenza l’ha fatta l’atteggiamento che nelle ultime due gare ci è mancato. Non siamo stati cattivi, ma ci siamo forse sentiti belli e bravi vedendo il cammino grandioso fatto fino a questo momento, invece dobbiamo essere consapevoli dei nostri limiti, quando viene meno quell’intensità facciamo fatica. L’episodio ti va contro perché non lo vai a cercare, quando sbagli tanto vuol dire che non sei attento, né lucido e aggressivo, c’è qualcosa che non torna, basti vedere che a Potenza abbiamo concluso sotto 3-0 il primo tempo e oggi 2-0″.

“A prescindere dal rigore sbagliato da Leonetti prosegue – e sul 2-1 poteva anche cambiare la partita, ma come siamo rientrati nel secondo tempo non può essere accettato. Nell’intervallo ci eravamo detti di essere più aggressivi e con un atteggiamento diverso, ma pronti via, dopo venti secondi, su un fallo laterale, abbiamo subito il terzo gol. In questo modo diventa più complicato contro una squadra che ha voluto a tutti i costi la vittoria. Si sono sacrificati tutti, basta vedere Crimi che sembra un giovanotto, lui è l’emblema di questo Messina che non vuole mollare e resta aggrappato. Spero con tutto il cuore che possa fare qualcosa di straordinario, io alla Sicilia resto molto legato, augurando tempi migliori per la società” commenta l’ex centrocampista del Palermo che, tra il 2000 ed il 2004, ha vissuto in rosanero tanti duelli appassionati con il Messina in C1 e B.

Altamura
I fumogeni nel settore ospiti (foto Paolo Furrer)

Infine, il giudizio di Di Donato su un campionato stravolto dalle esclusioni di Taranto e Turris e dalle penalizzazioni: “Quello che è successo quest’anno non deve più accadere, era già capitato con il Catania qualche stagione fa. Penso ci debbano essere controlli più severi per garantire ai ragazzi un campionato sereno, come a piazze importanti ed a tifosi che spendono soldi per affrontare trasferte onerose vedendo scomparire le proprie realtà durante la stagione. Bisogna essere più oculati nelle iscrizioni per consentire alle società di arrivare fino in fondo. Tra penalizzazioni e partite in meno il campionato può essere falsato, è stato un torneo duro, in cui molte squadre si sono ritrovate invischiate in determinate situazioni per l’esclusione di due club. Spero il Messina non sia la terza, questi ragazzi meritano veramente un grande encomio e gli auguro di raggiungere quello che stanno costruendo in una piazza che gli sta vicino, ma su questo non avevo dubbi conoscendo il blasone del Messina”.

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