De Zerbi: “Abbiamo imposto il nostro gioco. Bjelanovic? Un fratello, vedrete quanto vale”

Dopo i proclami della vigilia il Foggia ha accontentato Roberto De Zerbi. Per il tecnico rossonero quella del San Filippo è stata una vittoria importante che testimonia la costante crescita di una squadra giunta al settimo risultato utile consecutivo. “Abbiamo cercato di imporre il nostro gioco e ci siamo riusciti, soffrendo qualcosa nel finale. Non concedendo mai nulla agli altri in fondo saremmo primi in classifica, con largo vantaggio. Nel primo tempo non avevamo fatto grandi tiri, trovando una squadra che si difendeva bene e che giocando in quel modo avrebbe creato difficoltà a chiunque. All’intervallo, dunque, non avevo molto da dire ai miei. Il gol realizzato non dovrebbe far mutare l’assetto tattico e l’atteggiamento mentale, bisogna però dar merito agli avversari che hanno inserito giocatori come Bjelanovic ed hanno elementi di qualità come Corona e Pepe. Inoltre non dimentichiamo che il Messina rappresenta una delle piazze più importanti. Ci sta se siamo arretrati nei minuti conclusivi”. 

L'undici titolare del Foggia in posa con la Curva Sud sullo sfondo

L’undici titolare del Foggia in posa con la Curva Sud sullo sfondo (foto Paolo Furrer)

In particolare su Bjelanovic, ex compagno ai tempi del Cluj, De Zerbi spende parole importanti. “Sasa è mio fratello, speravo non entrasse. So che può cambiare le sorti di questa squadra con la sue qualità e la grande professionalità. Vedrete quando starà bene di che pasta è fatto”. 

“Il Foggia che voglio – sottolinea – è quello che deve avere il pallino del gioco, però dobbiamo migliorare sotto determinati aspetti e trovare gli accorgimenti giusti contro squadre che si difendono. Il nostro campionato lo valuteremo partita dopo partita. Io testa calda come dice Ferrigno? Cerco di migliorare (sorride, ndr), ma non so se riesco. Sono un ambizioso, ma ho appena cominciato ed ho voglia di fare una carriera importante. Da calciatore sarei venuto volentieri a Messina. Qui ho tanti parenti, si tratta di una città che ho frequentato da piccolo. Sono dunque messinese d’adozione, nonostante i miei trascorsi tra le file del Catania”.

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