Tante finestre socchiuse ma non è ancora chiaro quale strada intraprenderà il calcio messinese. Sul fronte Aad Invest Group – Acr si attende di conoscere il piano di ristrutturazione del debito varato dai legali del presidente dimissionario Stefano Alaimo. Che svelerà le intenzioni dell’attuale proprietà, fin qui incapace di rispettare le scadenze economiche, a parte il decreto “Salva calcio”, che è stato onorato anche a fine maggio.

Per iscriversi in serie D occorrono però ben altri investimenti, anche perché i contributi fiscali e previdenziali sono scoperti ormai da novembre e bisognerà versare entro il 10 luglio anche la mensilità di maggio oltre a quelle già maturate. Un monte da scalare, che lascia aperti dubbi sull’effettiva possibilità di ripartire dalla D, con una penalizzazione di almeno 14 punti. Anche perché non si intravedono acquirenti all’orizzonte e l’extrema ratio sarebbe rappresentata da un intervento del socio di minoranza Pietro Sciotto.
Tanto più che come nell’ultimo girone di andata la tifoseria sarebbe di nuovo pronta a disertare lo stadio, come già filtra dai gruppi organizzati. Un ostacolo ulteriore sull’eventuale e complicata strada della ripartenza. Ci sono poi le piste alternative, che pure non scaldano la Curva Sud, a meno che non si pongano le basi per un eventuale bando che garantisca la nascita di un nuovo club da iscrivere in soprannumero in Eccellenza.

Sul punto Figc e Lnd Sicilia sono state chiarissime: nessuna deroga anche perché un’apertura alla città di Messina originerebbe la necessità di accogliere anche Agrigento, che ha appena perso l’Akragas e la serie D, e rappresenterebbe un temuto precedente. Se ne potrebbe riparlare se davvero l’Acr non sarà ai nastri di partenza del torneo ma il rischio concreto è che i tempi a quel punto sarebbero ormai maturi.
Nella categoria c’è la neopromossa Messana, prossima a compiere 60 anni d’attività e vogliosa di proseguire il suo percorso evitando voli pindarici. C’è poi l’ultima opzione. Il presidente del Sant’Agata Maximiliano Sosa sarebbe al lavoro ormai da giorni per sondare le reali possibilità di un effettivo trasferimento a Messina. Ad affiancarlo come consulenti anche alcuni volti già noti al calcio cittadino.

La proprietà argentina, dopo la retrocessione in Eccellenza, ha iniziato a saldare i debiti pregressi e secondo quanto emerge avrebbe già versato tutti gli arretrati a parte dell’organico, under in primis. Per formalizzare l’iscrizione occorre però accontentare l’intera prima squadra e lo staff tecnico. Soltanto a quel punto si potrà pensare ad un’eventuale domanda di ripescaggio in D e all’ipotesi di uno spostamento in città, che chiaramente non è vista di buon grado in provincia.
Uscita di scena la precedente compagine dirigenziale, dopo tre stagioni di vertice, i biancazzurri hanno vissuto un’annata complicatissima, culminata con la retrocessione al playout. E adesso temono di restare senza calcio. Un rischio che spera di scongiurare anche la Curva Sud a Messina. Considerato il perdurante silenzio che circonda l’Ss Milazzo e gli appelli inascoltati lanciati dalla proprietà dell’Igea Virtus, per il calcio in città e in provincia è davvero un momento complicato, che rispecchia d’altronde le difficoltà e il disinteresse dell’imprenditoria locale.





