Crimi: “Arrivati scarichi al playout. Senza il -4 ce la saremmo giocata”

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Il finale che non avrebbe mai sognato di vivere. Quella maglia che aveva a lungo inseguito in carriera è riuscito ad indossarla nello scorso gennaio dopo le tante esperienze in giro per l’Italia, tra A, B e l’azzurro dell’Under 21. La retrocessione del Messina, la squadra della sua città, nonostante i sacrifici profusi da un gruppo che ha dovuto far fronte a mille difficoltà e con una proprietà fantasma alle spalle, rappresenta un autentico dolore.

Marco Crimi
Marco Crimi con il premio dedicato a Reno De Benedetto

Il centrocampista Marco Crimi, 35 anni, ha voltato pagina ripartendo dal Team Altamura, anche se l’amarezza per quanto accaduto nei mesi scorsi resta intatta: “Abbiamo già completato il ritiro con l’Altamura e la preparazione estiva. Mi sono concesso un po’ di riposo a Messina”.

Nel mercato invernale aveva fatto il suo ritorno in riva allo Stretto, via Trapani, con una missione ben precisa che avrebbe voluto portare a termine: “Speravo in un finale differente, che purtroppo non si è realizzato. Speravo di centrare la salvezza e proseguire nella mia Messina. È stato l’epilogo più brutto che potessi immaginare”.

Crimi
Marco Crimi in azione con il Messina (foto Paolo Furrer)

L’esperienza a tinte giallorosse rimane comunque significativa. Sedici presenze, una rete memorabile e un ruolo da punto di riferimento assoluto. “È stata molto positiva. Sono tornato a casa e ho vissuto emozioni stupende. Rifarei di nuovo la stessa identica scelta di gennaio. Il gol di Giugliano (vittoria per 3-2 in pieno recupero, ndr) è stato l’apice della felicità, tramutata nella corsa rabbiosa verso i tifosi”.

Crimi
Crimi inseguito da Salines (foto Federico Antonellis)

Il playout con il Foggia non è stato invece esaltante e la doppia sfida con i “satanelli” ha condannato il Messina alla D: “Purtroppo siamo arrivati scarichi mentalmente dopo quattro mesi molto intensi. Abbiamo provato ogni settimana a risolvere i problemi che emergevano strada facendo. Con il senno di poi potevamo affrontarla in modo migliore: è il grande rammarico e il triplice fischio è stato durissimo”.

Un epilogo amarissimo, drammatico per un messinese: “Ho chiuso così la mia esperienza, con la retrocessione. Pensavo che saltare la partita con il Catania sarebbe stato il momento peggiore ma purtroppo la salvezza tanto sognata e voluta non è arrivata”.

Buchel e Crimi
L’esultanza di Buchel e Crimi (foto Giuseppe Cuozzo)

Tanti i momenti delicati. La penalizzazione in classifica e i mesi senza stipendi hanno lasciato lo spogliatoio nella più totale incertezza: “Tanti ragazzi che venivano da fuori avevano difficoltà anche con l’alloggio. Devo dire che anche in questa situazione sono orgoglioso dei messinesi. Amici e conoscenti sono stati disponibili. La squadra lo ha percepito e tutti hanno un ottimo ricordo della città e della piazza, che ha mostrato calore e umanità”.

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Il gol decisivo di Crimi (foto Giuseppe Cuozzo)

Crimi è comunque rimasto legato ai vecchi compagni: “Siamo in contatto, cerco di sapere sempre cosa fanno. Gyamfi e Lia sono ancora senza squadra. Altri come Gelli, Luciani, Buchel e Krapikas si sono accasati subito. Tutti meritano di trovare squadra perché al di là del risultato si è completato un percorso straordinario, percepito anche all’esterno”.

Marco non ha perso i contatti neppure con lo staff dirigenziale e tecnico: “Ho sentito Roma e sono contento che riparta dalla sua Cosenza: ci tiene particolarmente a fare bene e a rappresentare la sua città. Gli faccio un grande in bocca al lupo, con la speranza che faccia bene come in passato. Con mister Banchieri avevo un buon rapporto e ci siamo anche visti a Torino: spero trovi squadra”.

Crimi
Crimi fa festa con i tifosi (foto Giuseppe Cuozzo)

Il Messina, invece, rischia peraltro adesso di restare senza serie D: “Seguo la situazione ogni giorno. C’è sempre più confusione e davvero poca chiarezza, i tifosi non comprendono la situazione. Il 10 luglio sono arrivati gli stipendi ed è stato un po’ strano. Senza il -4 avremmo combattuto ad armi pari, con maggiore serenità. Poi magari saremmo scesi comunque ma senza quel peso probabilmente l’avremmo vissuta diversamente”.

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Il contrasto fra Ercolano e Crimi (foto Paolo Furrer)

Ad Altamura, dove continuerà a giocare in Serie C, Crimi ritrova una vecchia conoscenza come il suo attuale allenatore:Devis Mangia mi ha allenato nella Nazionale Under 21. È molto carico e deciso a fare bene. Sono molto contento di ritrovarlo: è un allenatore molto preparato, che può darci una grossa mano”.

Nel girone C, secondo il centrocampista, ci sono tre squadre che partono in pole e poi tanto equilibrio:Benevento, Catania e Salernitana sono avanti per il blasone e un mercato con giocatori di categoria. La lotta promozione potrebbe restringersi a loro tre. Il Team Altamura? Spero possa essere la sorpresa, anche perché può sfruttare finalmente il suo stadio. La Puglia è sempre stata ricca di squadre. Anche con l’Igea Virtus trovavamo squadre come Noicattaro, Monopoli, Casarano, Foggia e Cerignola”.

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Marco Crimi torna a disposizione (foto Paolo Furrer)

Crimi è consapevole di dover fare in Puglia da chioccia ai giovani in un torneo in cui tanti puntano sul minutaggio: “Voglio aiutare i ragazzi a crescere e fare meglio della passata stagione. Darò il mio contributo con tanti consigli. La “garra”? La devo mettere sempre, a prescindere da tutto. È un mio punto di forza, non ne posso fare a meno”.

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