Il finale che non avrebbe mai sognato di vivere. Quella maglia che aveva a lungo inseguito in carriera è riuscito ad indossarla nello scorso gennaio dopo le tante esperienze in giro per l’Italia, tra A, B e l’azzurro dell’Under 21. La retrocessione del Messina, la squadra della sua città, nonostante i sacrifici profusi da un gruppo che ha dovuto far fronte a mille difficoltà e con una proprietà fantasma alle spalle, rappresenta un autentico dolore.

Il centrocampista Marco Crimi, 35 anni, ha voltato pagina ripartendo dal Team Altamura, anche se l’amarezza per quanto accaduto nei mesi scorsi resta intatta: “Abbiamo già completato il ritiro con l’Altamura e la preparazione estiva. Mi sono concesso un po’ di riposo a Messina”.
Nel mercato invernale aveva fatto il suo ritorno in riva allo Stretto, via Trapani, con una missione ben precisa che avrebbe voluto portare a termine: “Speravo in un finale differente, che purtroppo non si è realizzato. Speravo di centrare la salvezza e proseguire nella mia Messina. È stato l’epilogo più brutto che potessi immaginare”.

L’esperienza a tinte giallorosse rimane comunque significativa. Sedici presenze, una rete memorabile e un ruolo da punto di riferimento assoluto. “È stata molto positiva. Sono tornato a casa e ho vissuto emozioni stupende. Rifarei di nuovo la stessa identica scelta di gennaio. Il gol di Giugliano (vittoria per 3-2 in pieno recupero, ndr) è stato l’apice della felicità, tramutata nella corsa rabbiosa verso i tifosi”.

Il playout con il Foggia non è stato invece esaltante e la doppia sfida con i “satanelli” ha condannato il Messina alla D: “Purtroppo siamo arrivati scarichi mentalmente dopo quattro mesi molto intensi. Abbiamo provato ogni settimana a risolvere i problemi che emergevano strada facendo. Con il senno di poi potevamo affrontarla in modo migliore: è il grande rammarico e il triplice fischio è stato durissimo”.
Un epilogo amarissimo, drammatico per un messinese: “Ho chiuso così la mia esperienza, con la retrocessione. Pensavo che saltare la partita con il Catania sarebbe stato il momento peggiore ma purtroppo la salvezza tanto sognata e voluta non è arrivata”.

Tanti i momenti delicati. La penalizzazione in classifica e i mesi senza stipendi hanno lasciato lo spogliatoio nella più totale incertezza: “Tanti ragazzi che venivano da fuori avevano difficoltà anche con l’alloggio. Devo dire che anche in questa situazione sono orgoglioso dei messinesi. Amici e conoscenti sono stati disponibili. La squadra lo ha percepito e tutti hanno un ottimo ricordo della città e della piazza, che ha mostrato calore e umanità”.

Crimi è comunque rimasto legato ai vecchi compagni: “Siamo in contatto, cerco di sapere sempre cosa fanno. Gyamfi e Lia sono ancora senza squadra. Altri come Gelli, Luciani, Buchel e Krapikas si sono accasati subito. Tutti meritano di trovare squadra perché al di là del risultato si è completato un percorso straordinario, percepito anche all’esterno”.
Marco non ha perso i contatti neppure con lo staff dirigenziale e tecnico: “Ho sentito Roma e sono contento che riparta dalla sua Cosenza: ci tiene particolarmente a fare bene e a rappresentare la sua città. Gli faccio un grande in bocca al lupo, con la speranza che faccia bene come in passato. Con mister Banchieri avevo un buon rapporto e ci siamo anche visti a Torino: spero trovi squadra”.

Il Messina, invece, rischia peraltro adesso di restare senza serie D: “Seguo la situazione ogni giorno. C’è sempre più confusione e davvero poca chiarezza, i tifosi non comprendono la situazione. Il 10 luglio sono arrivati gli stipendi ed è stato un po’ strano. Senza il -4 avremmo combattuto ad armi pari, con maggiore serenità. Poi magari saremmo scesi comunque ma senza quel peso probabilmente l’avremmo vissuta diversamente”.

Ad Altamura, dove continuerà a giocare in Serie C, Crimi ritrova una vecchia conoscenza come il suo attuale allenatore: “Devis Mangia mi ha allenato nella Nazionale Under 21. È molto carico e deciso a fare bene. Sono molto contento di ritrovarlo: è un allenatore molto preparato, che può darci una grossa mano”.
Nel girone C, secondo il centrocampista, ci sono tre squadre che partono in pole e poi tanto equilibrio: “Benevento, Catania e Salernitana sono avanti per il blasone e un mercato con giocatori di categoria. La lotta promozione potrebbe restringersi a loro tre. Il Team Altamura? Spero possa essere la sorpresa, anche perché può sfruttare finalmente il suo stadio. La Puglia è sempre stata ricca di squadre. Anche con l’Igea Virtus trovavamo squadre come Noicattaro, Monopoli, Casarano, Foggia e Cerignola”.

Crimi è consapevole di dover fare in Puglia da chioccia ai giovani in un torneo in cui tanti puntano sul minutaggio: “Voglio aiutare i ragazzi a crescere e fare meglio della passata stagione. Darò il mio contributo con tanti consigli. La “garra”? La devo mettere sempre, a prescindere da tutto. È un mio punto di forza, non ne posso fare a meno”.





