Costa, Condello: “Stagione difficile. Si va verso un anno zero per tutti”

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Ci sono momenti particolari in cui anche le colonne vacillano. Giuseppe Condello al settimo anno nell’organigramma della Irritec Costa d’Orlando, sodalizio che praticamente ha visto nascere, vive male come tutti gli addetti ai lavori questo difficile momento legato all’emergenza Coronavirus che ha fermato la stagione della pallacanestro italiana e che pone tanti interrogativi sul prossimo futuro. La vita di tutti i giorni è complicata e al termine di un anno faticoso le società sportive cercano chiarezza in vista della ripartenza.

“Quest’anno si è concluso con la classica ciliegina sulla torta rappresentato da questa pandemia dopo aver già vissuto premesse non facili. Il girone A di serie B è stato terribile per noi, la nostra squadra non si è mai ben calata in questo raggruppamento che ti riserva un gioco fisico, con mani addosso e dove devi essere aggressivo dal primo al quarantesimo minuto. Queste non erano caratteristiche congeniali per la nostra squadra, abbiamo sofferto. Alcuni addetti ai lavori mi avevano detto che avremmo faticato il confronto con squadre abituate per struttura di collettivo a difendere forte e così puntualmente è stato. Non parliamo degli spostamenti, noi e Torrenova senza un aeroporto dovevamo viaggiare spesso ad orari difficili sacrificando anche le giornate successive alla partita domenicale. Infine abbiamo dovuto anche girovagare in lungo ed in largo arrivando anche a Sant’Agata Militello per sostenere gli allenamenti per via della cronica carenza di strutture dopo lo stop imposto al PalaValenti per l’agibilità. Non ci è mancato proprio nulla!”.

Costa dOrlando

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Nell’ultimo periodo sono stati tanti i momenti che hanno tolto la necessaria tranquillità alla squadra: “Penso all’ultima gara con Montecatini, uno scontro diretto giocato in un PalaFantozzi spettrale. Un’atmosfera brutta, se poi pensiamo che un giocatore toscano era stato recentemente a Milano, zona a rischio, eravamo pure spaventati per un possibile contatto in fase di gioco. Non si poteva continuare così il campionato e lo stop è stato inevitabile perché il torneo giocato a porte chiuse non ha senso per le società e porterà molte a non presentarsi ai nastri di partenza per il prossimo torneo”.

Lo sport come tutte le attività stanno vivendo un periodo pieno di incertezze, quanto durerà l’attesa in attesa di conoscere le decisioni della federazione per superare questa crisi? “Io oltre ad essere un allenatore di prima squadra ho un centro minibasket di avviamento tecnico alla pallacanestro completamente fermo da mesi, non so cosa dire ai miei ragazzini che cercano di fare movimento in casa ma non sanno cosa li attende. Loro scalpitano e sperano di ripartire ma senza sicurezza non possiamo pensarlo, saremmo degli incoscienti”,

Alle porte le conseguenze saranno inevitabili, la pallacanestro registrerà una diminuzione degli introiti e questo comprimerà l’autosufficienza economica delle società. “Tutta la nostra filiera dovrà ripensare a nuove idee, allenatori, giocatori e procuratori non potranno viaggiare alle vecchie cifre. Con meno squadre iscritte gli ingaggi saranno più bassi e molti rischiano di restare senza squadra. Siamo in un periodo di completa discesa, spero che poi come in tutto avverrà la risalita. E’ inevitabile seguire la strada del dimezzamento dei NAS, delle tasse gare e delle fideiussioni per l’iscrizione ai campionati altrimenti il sistema non reggerà più. Pagare solo per una stagione di attività giovanile diecimila euro non sarà in alcun modo replicabile”.

Costa-Firenze

Costa-Firenze

La Costa d’Orlando avrebbe voluto programmare con più serenità la prossima avventura in serie B, la quarta consecutiva ma non sarà così. “Vivremo un anno zero a tutti i livelli, gli sponsor dovranno ricalibrare i loro sforzi e tutte le idee di fratellanza tra le società mi auguro che troveranno concretezza. Anche il mio presidente senza avere certezze di poter giocare in condizioni di sicurezza ci penserà due volte prima di iscrivere la squadra al campionato e non posso biasimarlo. Certamente non potremo giocare ancora nel raggruppamento Nord perché ciò presuppone un budget di cinquantamila euro solo per le trasferte, quattro volte di più delle avversarie toscane e piemontesi che possono invece dirottare questa cifra sul mercato, a queste condizioni è iniquo”.

In conclusione coach Condello pur consapevole che la stagione ha riservato più ombre che luci indica il momento che comunque ricorderà con piacere: “Parto dal presupposto che personalmente mi sento responsabile dell’andamento generale, me ne assumo le responsabilità. La squadra non ha colpe, mi viene in mento il bel successo colto ad Alessandria contro una squadra di categoria e diretta nostra rivale. Lì la mia formazione ha giocato col giusto carattere senza mai arretrare di un metro dall’avversario. Nel finale su un pallone vagante quattro ragazzi del quintetto si sono buttati sulla sfera per prenderla. Ecco è così che devi giocare per importi in certi campi. Purtroppo lo abbiamo fatto a sprazzi”.

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