Coria: “Amo giocare dietro le punte. Che gioia nel 2008 a Osaka con il Papu”

CoriaCoria in azione con la maglia del Fc Messina

Il fantasista argentino del Fc Messina Facundo Coria si è raccontato a Onda d’urto, ricostruendo una carriera che lo ha visto protagonista in diverse parti del mondo, a partire dalla propria nazione, dove ha ottenuto successi anche a livello internazionali. “Nel Velez Sarsfield ho iniziato la mia carriera a 19 anni. Era una buona squadra, da lì ho cominciato a girare per tutto il mondo. Nel mio paese ho giocato nell’Arsenal de Sarandì, una squadra professionistica. Ho avuto come compagno l’atalantino Papu Gomez, che già giocava nella nazionale albiceleste. Assieme ci siamo subito trovati e abbiamo vinto ad Osaka nel 2008 la Suruga Cup contro i campioni giapponesi del Gamba Osaka, la prima grande gioia della mia carriera”. 

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Coria celebra il titolo vinto in Giappone con l’Arsenal de Sarandì e il Papu Gomez

Subito dopo col trasferimento in Spagna ha conosciuto un calcio molto diverso da quello sudamericano: “C’è molta tecnica, che consente di mettersi in mostra: si gioca velocemente e su campi per lo più bagnati, a uno-due tocchi, mi è piaciuto davvero. Ho giocato con la seconda squadra del Villareal perché non potevo avere la cittadinanza spagnola. Ho sostenuto il ritiro estivo con la prima squadra: c’era anche Giuseppe Rossi, che è stato il mio primo compagno italiano in carriera. Siamo stati in Sicilia per disputare un’amichevole con il Catania in cui giocava proprio el Papu. Eravamo una squadra molto giovane: in quell’occasione abbiamo perso per 4-2″.  

Da due anni è approdato a Messina, una scelta che rifarebbe: “Con Melillo e Dambros ci siamo trovati qui ed è nata subito una grande amicizia tra noi e le rispettive famiglie. Abitavamo tutti vicini a Milazzo, un posto dove mi trovo benissimo: mia moglie è contenta. Siamo stati accolti benissimo, si vive in grande tranquillità e i miei figli vanno a scuola. A Messina sono contento, i sostenitori mi mandano tanti messaggi affettuosi. Credo che in questo momento di carriera, che penso durerà ancora per due-tre anni, non contino i soldi ma di più la felicità per quello che faccio. In questa squadra e società mi trovo bene, vorrei raggiungere qui nuovi traguardi. Poi il futuro non so cosa mi riserverà”. 

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Coria si presentò con una doppietta al Giugliano (foto Giovanni Chillemi)

Sul suo ruolo spesso non c’è stata una visione unanime. È il “Mago” a specificare cosa ama fare in campo: “Mi sento un trequartista, poche volte ho giocato in altri ruoli. Mi piace giocare in appoggio alla punta. Ovviamente mi adatto a tutto quello che chiede il mister: il calcio di oggi non sempre permette di proporre quello schieramento ma richiede di rivestire molti ruoli a livello tattico”. 

Tre i tecnici che si sono alternati in riva allo Stretto nell’arco di questo biennio. Coria ha cercato sempre di rispettare sempre ciò che gli veniva chiesto: Ogni allenatore ha le proprie metodologie di lavoro. Con Gabriele mi trovavo bene, lui non pensava molto alla tattica ma puntava molto sulla fiducia dei giocatori. Rigoli voleva che si ricreassero in campo le sue idee. Nessun allenatore ama uno schieramento con il trequartista, ho dovuto lavorare tanto per dare una mano alla squadra e sfruttare questa mia predilezione tattica”. 

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La progressione di Coria (foto Giuseppe Contarini)

Le difficoltà non sono mancate, sia per la pandemia ma soprattutto a livello fisico: “Non è stata un’annata semplice, una botta alla caviglia mi condiziona tanto. Sento dolore e spesso prima delle partite devo assumere antinfiammatori per alleviarlo. Ho contratto anche il Covid, che comunque non mi ha procurato grossi problemi. Credo di avere disputato buone gare, sempre nell’ambito di un rendimento utile per tutta la squadra. Ho dato una mano in difesa, mentre in attacco in alcune gare dovevo fare meglio. Volevo dare ancora di più dal punto di vista individuale, ma occorre sempre valutare il rendimento collettivo. Per la squadra sono contento, arriviamo a due gare dal termine con l’obiettivo di dare il massimo”. 

L’attacco, a fronte delle pesanti assenze di Piccioni, Bevis e Arena, recupera almeno Caballero: “Pablo è un grande giocatore. Ha avuto anche lui qualche problema che lo ha rallentato. Ci è mancato in queste ultime partite ma è fondamentale per il reparto avanzato. Sporca molti palloni e li mette a disposizione dei compagni, oltre a subire molti falli. Si sta allenando regolarmente con il gruppo, sta meglio e credo che sarà regolarmente arruolabile”.

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Coria celebra una delle sue reti in giallorosso (foto Familiari)

Dopo l’ennesima sosta, adesso l’atteso rush finale, con il duello fino al termine tra le due contender peloritane. “Con il Castrovillari non è stata una partita semplice. Come spesso ci accade abbiamo trovato maggiori spazi soltanto nel secondo tempo e creato maggiore gioco rispetto al primo. Personalmente voglio sempre giocare, non è facile uscire sul risultato di 0-0 in una gara così importante. Privarsi di un trequartista offensivo non è semplice ma da fuori il mister ha valutato così ed è andata bene. Ovviamente siamo contenti perché abbiamo accorciato le distanze dalla vetta. Mancano soltanto due gare, il martedì successivo all’ultima sfida eravamo al “Celeste” e soltanto a poche ore dalla gara di Paternò abbiamo saputo del rinvio”. 

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