Cinismo, grinta e personalità: che Messina! La difesa è un bunker

La gioia irrefrenabile di squadra e panchina per il gol del successoLa gioia irrefrenabile di squadra e panchina per il gol del successo

Un Messina da stropicciarsi gli occhi. Alzi la mano chi, soltanto un mese fa, avrebbe immaginato una simile classifica. La banda Di Napoli, da imbattuta, è davanti a tutti insieme all’Akragas, Casertana permettendo. I “falchetti” giocheranno lunedì in posticipo contro il Catania e solo in caso di vittoria scavalcherebbero il duo tutto siciliano in vetta alla classifica. Comunque sia il blitz del “Degli Ulivi”, centrato senza tre pedine chiave come Martinelli, Padulano e Gustavo, ha certificato la crescita di una squadra che ha superato la prova del nove in termini di personalità e cinismo. La precedente affermazione esterna risaliva addirittura al 12 settembre 2014, giorno del derby vinto al “Granillo” con il tacco di Orlando. Praticamente una vita fa, perché adesso è un Messina nuovo di zecca.

Barraco riparte palla al piede

Barraco riparte palla al piede

Contro l’Andria, presentatasi al confronto da capolista, ha spezzato l’equilibrio il rigore trasformato da Barraco al 35’ del primo tempo che ha fruttato anche l’espulsione di Stendardo. L’ex di Foggia e Catanzaro è il primo ad andare a segno tra i giallorossi al di fuori del tandem Cocuzza-Tavares. Contro un avversario rimasto in inferiorità numerica, il Messina ha saputo gestire il vantaggio, senza affondare, forte di un reparto arretrato che pur rimasto orfano per due turni di Martinelli si è mantenuto su standard elevati. Strambelli e compagni hanno provato a cercare il pari affidandosi quasi esclusivamente ai calci piazzati, ma Berardi, quando è servito, ha sfoderato interventi all’altezza. L’atteso rientro di Parisi, che ad Andria ha giocato i 15’ conclusivi, tornando a calcare i campi dopo il Torino-Modena del 2012, offre un’opzione in più di indubbio spessore per l’esperienza del mancino palermitano. L’emozione al suo ingresso è l’ideale cartolina di giornata.

Il presidente Stracuzzi

Il presidente del Messina Natale Stracuzzi

Dicevamo, però, della solidità della difesa: appena tre le reti incassate in sette turni. Soltanto Spal, Siena e Reggiana, con due, hanno fatto meglio nell’intera Lega Pro. Numeri che fotografano alla perfezione il rendimento di un gruppo che gioca da squadra vera, con compattezza e senza primedonne, mandando in visibilio in primis il presidente Stracuzzi, il quale anche ieri ha seguito la partita dal vivo, esultando per l’ennesima gioia. L’entusiasmo contagioso, prodotto da un inizio di stagione ben al di sopra delle aspettative, può adesso contribuire ad una splendida cornice di pubblico per il prossimo match con la Lupa Castelli Romani, fissato per sabato al San Filippo alle 20.30. I laziali (peggior difesa del raggruppamento) sono reduci dallo 0-4 interno con il Foggia, ma questo Messina non commetterà l’errore di sottovalutare l’impegno. Troppa la voglia di regalare una notte magica alla tifoseria, tornata a sognare dopo tante sofferenze.

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