La terza vittoria consecutiva per Barcellona è arrivata contro Rende, che a dispetto della posizione di classifica ha venduto cara la pelle sino agli ultimi possessi del match. Coach Federico Cigarini è soddisfatto ma consapevole che bisognerà lavorare ancora a lungo.

“Sapevo che la partita era più difficile delle precedenti due. Rende è una squadra che lotta a viso aperto. Non mollano mai, hanno perso un giocatore in settimana, quindi si sono compattati molto. Siamo stati sempre in controllo, in vantaggio dal primo minuto. Ho fatto ruotare tutti i dieci componenti della squadra. C’era qualcuno che nell’ultimo mese e mezzo o due non aveva giocato e ha risposto bene. Sono contento della vittoria ma anche del fatto che tutti si sono fatti trovare pronti”.
La crescita è costante ma sarebbe un errore illudersi: “Negli ultimi due minuti dobbiamo cercare di stare più attenti. Se vogliamo essere una squadra da playoff, dobbiamo stare più concentrati nelle scelte finali. Non parlo dei tiri ma della gestione del pallone. Sono contento per il pubblico, era da un po’ di tempo che non succedeva di ottenere tre vittorie consecutive. Ce lo meritiamo perché ci stiamo allenando forte e costruendo le basi. I ragazzi allenandosi insieme stanno trovando amalgama. Sono contento, non mi interessa se abbiamo vinto di sei, di due, di uno. Conta portare a casa la gara”.

Il tecnico reggiano è soddisfatto ma anche consapevole degli aspetti da migliorare per diventare una squadra di alto livello in vista del nuovo confronto esterno molto probante: “Ci aspetta una settimana tosta per preparare Monopoli, che è reduce da una sconfitta, quindi sarà una partita veramente difficile da affrontare. Però ricordo sempre che noi siamo andati a raggiungere la prima in classifica e non abbiamo avuto alcun problema mentale. Quindi testa alta”.
In chiusura un messaggio che è uno stimolo al gruppo, che lo sta seguendo con molta abnegazione. “Hanno giocato dieci elementi. Sentivo il bisogno io ma anche i miei “figli” che hanno risposto tutti in modo naturale, facendo girare i dieci componenti e cercando di tenere un livello standard di intensità, gioco e attacco. Non è semplice. Siamo stati molto bravi, peccato per la gestione del corpo degli ultimi due minuti”.





