Passa dal taraflex del PalaRescifina l’occasione del riscatto per l’Akademia Sant’Anna. Le ragazze di coach Bonafede, archiviata la sconfitta di Macerata in gara-1 della finalissima Play-Off, sono rientrate nelle prime ore della mattina di lunedì dalle Marche. Poco il tempo a disposizione per tornare in palestra e lavorare sul ko maturato il giorno di Pasqua. Mercoledì 23 aprile infatti, con inizio alle ore 19, le messinesi dovranno provare a riequilibrare il conto, in una sfida già da dentro o fuori.

Attesa una consistente cornice di pubblico, proveniente da ogni parte della Sicilia e della vicina Calabria. L’obiettivo è toccare le 2.000 unità. Il confronto pasquale del Fontescodella ha riportato con i piedi per terra le protagoniste assolute delle due semifinali, vinte con pieno merito contro la Futura Giovani Busto Arsizio. Soltanto nel primo parziale, infatti, si è assistito ad un match equilibrato e dai contenuti tecnico-tattici di spessore. Una sola squadra in campo nel resto del match. Resta il rammarico per aver gettato via punti probabilmente decisivi in alcuni momenti chiave della sfida.
In particolare, nel primo set, con Macerata avanti di quattro lunghezze (21-17), coach Bonafede ferma il gioco. I trenta secondi di pausa premiano la formazione siciliana che rimonta, quasi del tutto, lo svantaggio accumulato, grazie ad un servizio largo di Mazzon, un mani out di Vernon su Bonelli e un ace di Modestino; in mezzo, un time-out richiesto da coach Lionetti, che intuisce il momento no della propria squadra. Messina è a -1 e, sul successivo servizio della centrale irpina, Bonelli chiama in palla zero Clara Decortes che, contrariamente alle scelte effettuate fino a quel momento, decide di piazzare in pallonetto.

Modestino è posizionata a dovere, legge in anticipo le intenzioni dell’opposto avversario, senza però intervenire sulla sfera, battezzata fuori. E invece quel pallone pare abbia pizzicato la linea laterale, sotto gli occhi del tecnico siracusano che chiede invano la verifica al video-check e, non convinto dell’esito, ulteriori chiarimenti al secondo arbitro. Un dettaglio che potrebbe avere fatto la differenza: dal potenziale 21 pari ad una situazione di pesante doppio svantaggio. Anche perché, poco dopo, Diop pesta la linea dei tre metri su un attacco in pipe (il secondo nello stesso set). Da quell’istante Messina impalpabile e troppo facile per Macerata chiudere il match.
Troppo poca Akademia per essere vera, considerate le recenti e nettissime affermazioni con Trento e Busto, che hanno saggiato la forza delle siciliane. Ecco perché gara-2 al PalaRescifina sarà un’altra storia. Le messinesi sono uscite ferite nell’orgoglio ma non demolite. Giulia Carraro lo ha fatto capire già a fine match: “Non è finita, adesso si giocherà a Messina”. La regista veneta confida nel calore e nell’onda forte e trascinante del suo pubblico.

L’Akademia si appellerà al boato costante della gente e alla vicinanza di una società che continua fermamente a credere nel salto in A1, che riporterebbe l’isola nella massima serie dopo un’eternità, giusto per evidenziare ancora di più l’idea di quanto sia forte il desiderio di giocarsela, nella prossima stagione, contro le migliori del mondo. Messina ha la forza mentale per venire fuori dalle situazioni complicate con la disinvoltura delle campionesse. Perché così saranno accolte e comunque salutate a fine confronto le ragazze. L’Akademia ha già scritto la storia; ora servono soltanto gli ultimi colpi di coda per realizzare l’incredibile.





