Alla fine anche la Società Cooperativa Calcio Messina ha alzato bandiera bianca. Mesi di interlocuzioni e contatti non sono bastati per lanciare un’ancora di salvataggio ad un Acr sempre più in balia delle onde. L’advisor Dante Scibilia aveva avviato contatti che non è stato possibile approfondire, in assenza di certezze sulla massa debitoria e i tempi per un eventuale cambio di proprietà.

La cordata statunitense messa in piedi dall’imprenditore messinese Francesco Borgosano si era intestata il tentativo di un salvataggio last-minute ma alla fine è arrivata una nuova rinuncia, coincisa con la mancata presentazione di un’offerta formale la cui definizione era stata pure affidata ad uno staff di consulenti e legali. A questo punto il futuro sportivo è sempre più in bilico, a tre settimane dall’esordio in Coppa Italia e con un campionato già alla porte, in vista del quale tutte le altre squadre di serie D lavorano nei ritiri estivi.
Emerge almeno qualche certezza in più in merito ai “paletti” fissati dal Tribunale. Il prossimo 10 agosto l’Acr dovrebbe finalmente presentare il piano di rientro. Il 10 settembre è fissata la relativa udienza ma il periodo festivo imporrà probabilmente un rinvio ad una data successiva. Gli incartamenti presentati dai consulenti dell’Acr dovranno infatti essere studiati e il commissario giudiziale Maria Di Renzo dovrà contattare tutti i creditori per verificare se i debiti del club nei loro confronti sono stati quantificati correttamente. Tempi lunghi, non conciliabili con gli impegni agonistici.

Ma cosa è necessario per provare a subentrare nella gestione del club? Secondo quanto filtra da Palazzo Piacentini vengono richieste una fideiussione bancaria o assicurativa o una messa a disposizione di beni dal valore equipollente alla massa debitoria effettiva. Che però si conoscerà soltanto con il piano di rientro… Filtra intanto che nelle ultime ore il presidente Stefano Alaimo ha risposto all’ultima Pec inviata del gruppo rappresentato da Giuseppe Peditto, probabilmente dopo il passo indietro della cordata statunitense. Se questo riaprirà uno spiraglio è presto per dirlo…
Peditto ha infatti avviato interlocuzioni con il Messina 1947, nato dopo il trasferimento in città del titolo del Sant’Agata. L’incertezza sul ripescaggio in D, sfumato il 31 luglio, e sull’eventuale disimpegno del presidente argentino Maximiliano Sosa hanno dilatato i tempi, con il risultato che le due squadre cittadine non hanno praticamente definito nulla in vista di una stagione ormai alle porte. E soprattutto in ottica Acr non sembrano più esserci i tempi per un allestimento della rosa, nonostante fosse stato “bloccato” il direttore sportivo Vincenzo Minguzzi, che aveva a sua volta contattato i tecnici Ciro Danucci, ex Brindisi, e Daniele Cinelli, già vice di Sasà Sullo ed Ezio Raciti.

Le prossime ore chiariranno se al di là della fideiussione integrativa richiesta dall’Acr Messina, che aveva fatto saltare il banco, e dell’angosciante -14 di penalizzazione, un affidamento della gestione sportiva a terzi è ancora possibile. Il tempo scorre e la clessidra si svuota, come gli spalti dello stadio… Gli ultimi vent’anni hanno allontanato le nuove generazioni, che il “vero” Messina non lo hanno mai conosciuto. L’ennesima surreale estate messinese rischia di alimentare ancora una drammatica disaffezione. Figlia dell’assoluta mancanza di programmazione e di disperati tentativi di salvataggio, avviati sempre fuori tempo massimo.





