Dopo avere formalizzato i pagamenti di stipendi (quattro mensilità) e contributi (ben sette), si attendono ulteriori sviluppi in casa Acr Messina. Il primo passaggio dovrà essere una scrittura privata o un contratto preliminare tra l’attuale proprietà rappresentata da Aad Invest Group e Pietro Sciotto e i potenziali acquirenti, che si sarebbero presentati con una fideiussione a garanzia dei loro futuri investimenti.

Un’operazione non semplice, considerata la procedura fallimentare tuttora in atto. Se la Covisod il prossimo 16 luglio dovesse promuovere il Messina, la gestione sportiva potrebbe passare al nuovo gruppo. In caso di parziale bocciatura invece ci sarà tempo fino al 21 per un eventuale ricorso, su cui la Commissione di Vigilanza si esprimerebbe entro il 25. Il 10 settembre invece l’udienza del Tribunale di Messina sul concordato preventivo che dovrebbe essere richiesto dagli avvocati Picciolo e Cicciari.
Non è detto che già in quella data si scriverà la parola fine: i tempi della giustizia potrebbero dilatarsi ancora, posticipando anche l’eventuale passaggio notarile tra Alaimo, Sciotto e i potenziali successori. L’iscrizione, al netto del -14 di penalizzazione, riattiva canali sopiti da tempo. Su tutti la scelta del nuovo direttore sportivo, chiamato anche a designare il tecnico a cui bisognerà affidare una squadra competitiva, in grado di salvarsi nonostante questo pesante handicap.

In pole sembra esserci Vincenzo Minguzzi, esperto dirigente 69enne originario di Russi, in provincia di Ravenna. Dopo un passato da portiere, con quasi 200 gare disputate ed esperienze significative a Modena e Cagliari, da dirigente ha firmato quattro promozioni, con Brindisi, Viterbese, Pisa e Grosseto, con cui approdò in serie B. A Legnano non riuscì invece ad evitare la retrocessione nei play-out.
Nell’ultimo torneo proprio l’esperienza nel girone I di serie D, con la salvezza in extremis ad Acireale, anche grazie all’intuizione di puntare in inverno su Benjamin Mokulu, congolese che ha realizzato 12 reti in venti gare, compreso quello decisivo nello spareggio con il Sant’Agata dal cui titolo è appena nato il Messina 1947. Minguzzi avrebbe già avuto alcuni contatti con il club peloritano, che peraltro lo aveva seguito anche negli anni scorsi prima di virare su Domenico Roma.
Vi sarebbero comunque anche alcune piste alternative. Gli scenari saranno più chiari nei prossimi giorni. Dal quartier generale giallorosso filtra che il club avrebbe già bloccato una sede per il ritiro, da svolgersi nelle prime due settimane di agosto. Ma saranno tutti passaggi successivi ad un’effettiva e auspicabile schiarita societaria.





