Acr Messina: 2,5 milioni di euro i debiti residui. Lo Stato è il primo creditore

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Negli ultimi otto anni sono stati numerosi gli approcci di potenziali acquirenti dell’Acr Messina. Le trattative si sono sempre arenate tra la scarsa disponibilità a farsi da parte del presidente uscente Pietro Sciotto e l’inconsistenza di svariati gruppi che si sono affacciati alla finestra, senza finalizzare l’acquisto. Tra i nodi principali una chiara quantificazione dei debiti.

Tribunale di Messina
Palazzo Piacentini, sede del Tribunale di Messina

Innumerevoli “due diligence” non hanno mai sortito l’effetto sperato. MessinaSportiva è riuscita nelle ultime ore a visionare un prospetto del monte debitorio, che potrebbe essere però parziale, trasmesso nei mesi scorsi ad un potenziale acquirente. I famigerati “patti di riservatezza” sono d’altronde decaduti.

Sul tema potrebbe fare presto chiarezza il Tribunale di Messina, che monitora i conti del club, chiamato il prossimo 10 agosto a formalizzare nel dettaglio il suo piano di rientro, che sarà poi discusso il 10 settembre in udienza. Un’opportunità per tutti, per l’Acr per ridurre la mole debitoria accumulata in otto anni di gestione, e per i creditori, che potrebbero recuperare una buona parte dei loro crediti.

Pietro Sciotto
L’ex presidente dell’Acr Messina Pietro Sciotto

Secondo quanto evidenziato nel prospetto visionato dalla nostra Redazione, il totale delle passività si attestava intorno alla quota dei tre milioni di euro ma circa 400mila erano dovuti come stipendi ai tesserati. Entro il 10 luglio il Messina ha onorato le quattro mensilità pregresse e quindi questa somma va sottratta dal totale.

Resta il passivo con i fornitori, che si aggira intorno ai 400mila euro. Si tratta di agenzie di viaggio, società di ticketing e trasporti su gommato, alberghi, centri medici e fisioterapici, società di consulenza sportiva, che dovrebbero fare riferimento ad ex dirigenti e consulenti. Sono presenti ancora altri club sportivi, probabilmente per precedenti operazioni di mercato, attività della ristorazione e del beverage, che avranno garantito il vitto ai calciatori, procuratori e consulenti tributari. Tra i creditori anche la società che ha noleggiato i led collocati a bordo campo.

Stefano Alaimo
Il presidente del Messina Stefano Alaimo (foto Paolo Furrer)

Ammontano a circa 800mila euro le anticipazioni di cassa effettuate dai soci dell’Acr Messina, in gran parte dalla famiglia Sciotto, comprensive di un versamento di 110mila euro effettuato dall’Aad Invest Group, come era già emerso dopo il passaggio di proprietà del gennaio scorso.

Oltre metà delle passività sono legate invece a crediti vantati dallo Stato. Un milione e 145mila euro sono dovuti all’Agenzia delle Entrate, ma una parte dovrebbe rientrare nel Decreto “Salva Calcio” e quindi nelle rateizzazioni residue concesse durante l’emergenza Covid. 155mila euro fanno riferimento all’Inps, 185mila all’Inail.

Curva Sud
Il colpo d’occhio offerto dalla Curva Sud (foto Paolo Furrer)

Una porzione di queste somme è stata però già corrisposta con l’ultimo versamento necessario per assicurarsi l’iscrizione in serie D, completato anche grazie ai crediti d’imposta girati al club dal gruppo Peditto, secondo quanto è filtrato nelle scorse settimane. Il totale delle passività non dovrebbe quindi superare i 2,5 milioni. Il piano di rientro, se accolto dal Tribunale, consentirebbe un parziale abbattimento.

Non è chiaro invece se il club vanta dei crediti, come rate residue per il minutaggio dei giovani in Lega Pro, e peraltro è previsto un piccolo “paracadute” per i club retrocessi dal professionismo ai Dilettanti, la cosiddetta “mutualità di sistema”, che secondo alcune proiezioni riferite alle stagioni precedenti quest’anno dovrebbe essere pari a circa 120mila euro.

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