La stagione si è chiusa nel peggiore dei modi ma Sergio Garufi ha rappresentato comunque un punto fermo per il Messina insieme a Daniele Trasciani, un po’ come accadde l’anno prima in Lega Pro con Marco Crimi e Davide Petrucci, spesso in sala stampa al posto di dirigenti e proprietà, anche in virtù delle delicate vicende societarie dell’ultimo biennio. Il centrocampista originario di Giarre ha chiuso la sua esperienza con ben 35 presenze e i due assist decisivi contro l’Acireale.

È trascorso un mese e mezzo dallo sciagurato pomeriggio di Ragusa ma l’amarezza resta immutata: “Abbiamo ottenuto 46 punti sul campo e non abbiamo neanche perso nel decisivo play-out. È stata una partita brutta ma anche sfortunata, con il gol annullato e una parata un po’ rocambolesca al 118’. Con un pizzico di fortuna oggi parleremmo di altro”.
Il Messina ha pagato il -14 ma anche un’evidente flessione nel girone di ritorno, vanificando un cammino tutto sommato significativo: “Non ci siamo salvati per via del regolamento che premia chi pareggia in casa per la migliore classifica. Il risultato purtroppo è quello e va accettato anche se resta tantissima amarezza. Il Ragusa non ci ha mai segnato un gol nelle tre partite stagionali. Una beffa ulteriore, siamo sempre stati superiori”.

Justin Davis e Morris Pagniello hanno deciso di ripartire da Maurizio Pellegrino, un dirigente che Garufi conosce benissimo: “Prima era il responsabile del settore giovanile del Catania, in cui ho militato per tanti anni. Poi è stato promosso allenatore in serie A e mi ha aggregato alla prima squadra nell’ultima parte della stagione. Con lui ho esordito all’ultima giornata e l’anno dopo anche in serie B”.
Garufi infatti ha esordito nel massimo campionato con il Catania il 18 maggio 2014, nella vittoria per 2-1 contro l’Atalanta. “Quando sono entrato in campo si sono coronati tutti i sogni che avevo da bambino. In un attimo nella mia testa ho ripercorso tutta la trafila nel settore giovanile, dagli Esordienti alla prima squadra. Sono stato lì ben dieci anni, una vita calcistica”.

Sul nuovo ds del Messina non mancano certo gli elogi: “Pellegrino è una persona seria, un professionista, molto concentrato sul lavoro. L’ho vissuto sotto un’altra veste, nello spogliatoio. Ora è direttore ma sicuramente a livello umano e personale c’è poco da dire. Il Messina ha fatto una bella scelta, è in buone mani”.
Il centrocampista ha avuto qualche contatto con il club: “Ho sentito qualche compagno e la società e ovviamente il nuovo ds. Ancora non si conosce la categoria e purtroppo bisognerà attendere un po’ ma è chiaro che il bacino d’utenza, lo stadio e il fatto che Messina è capoluogo di provincia rappresentano punti importanti in ottica ripescaggio”.

Il mediano ha rappresentato davvero un uomo simbolo: “L’ho detto più di una volta. A inizio anno quando ho accettato ero emozionato, la fascia da capitano del Messina, che ha tanta storia, non la ottieni così facilmente. È stata una responsabilità. Ci ho messo la faccia anche quando andava male: ho tanta esperienza e non è mai stato un problema”.
Il congedo per Garufi chiaramente non è stato semplice: “Purtroppo quando c’è una retrocessione chiudere le annate non è semplice. Con i tifosi più rappresentativi ci siamo scusati subito dopo la partita sotto il settore ospiti. Resta un’atroce delusione, che speriamo possa essere cancellata presto”. Magari con il ripescaggio.





