Il tecnico Vincenzo Feola ha interrotto il silenzio imposto dalla società per presentare la fondamentale sfida salvezza con il Ragusa e ha spiegato il perché di tanti post-gara senza parlare: “La prima cosa che voglio dire è che ci ho messo sempre la faccia. Spesso non ho parlato perché ormai c’è soltanto una cosa da fare: correre sul campo e nient’altro. Dobbiamo stare zitti e andare in mezzo al campo e vincere la partita. Aggiungere altro è totalmente inutile”.

L’ex Savoia è consapevole che il rendimento della squadra è preoccupante: “Io ho le mie idee di calcio, loro le devono sviluppare ma bisogna badare al concreto perché tutti conosciamo l’importanza della gara. La squadra ha le potenzialità per battere il Ragusa ma nel calcio nulla è scontato, per cui vedremo l’esito finale. Il risultato è figlio di un miliardo di circostanze, chi critica ha ragione perché il rendimento della mia gestione, con tre punti in sette partite, è sotto gli occhi di tutti. Abbiamo soltanto un risultato a disposizione”.
Feola chiarisce di avere valutato l’ipotesi delle dimissioni: “Per cercare in tutti i modi la vittoria domenica ho fatto tutte le riflessioni del caso. Tra me e la squadra non c’è mai stato nulla, ho detto nello spogliatoio che se ero il problema ero pronto ad andarmene perché non mi interessa il contratto biennale o altro. Io quattro partite le avevo perse in tre anni, ho fatto un esame di coscienza e oggi voglio uscirne e portare qualcosa di mio a questa piazza”.

Il Messina ha studiato almeno due piani tattici, che saranno influenzati anche dall’atteggiamento dell’avversario: “L’abbiamo preparata con tutte le varianti possibili, sia se il Ragusa si chiuderà dietro e servirà pazienza sia se troveremo un avversario che si aprirà di più e giocherà a viso aperto. Di certo i giocatori conoscono tutte le possibilità e sono fiducioso. Ovviamente sarà una gara nervosa perché la posta in palio è molto alta”.





