Aveva deciso di allontanarsi dal mondo del calcio ad appena 32 anni ma una volta rimessi gli scarpini ai piedi ha fatto vedere di potere ancora fare tutta la differenza del mondo. Salvatore Mincica è stata la mossa disperata dell’Acquedolcese per raggiungere una salvezza che un mese fa sembrava un miraggio ma adesso lo scenario è decisamente migliorato. Alla sosta di tre settimane tra marzo e aprile, lo scenario che accompagna il futuro dei nebroidei è piuttosto chiaro, perché il successo del Melilli contro l’Avola ha quasi azzerato le possibilità di salvezza diretta ma le vittorie ottenute contro Messana, Leonfortese e Modica hanno consolidato il quint’ultimo posto che fa rima con playout in casa, con la conseguente possibilità di giocare avendo due risultati su tre.

L’Acquedolcese ha approfittato del clima di festa a Modica per ottenere tre punti in casa della capolista: “Ovviamente è stata una partita particolare, in cui hanno prevalso le nostre maggiori motivazioni. C’era un generale clima di festa dovuto alla loro meritata promozione, avevamo davanti una squadra fortissima che ha ammazzato il campionato, in cui anche chi ha giocato di meno è comunque molto forte. Erano passati in vantaggio, poi con il passare dei minuti il ritmo si è abbassato. Loro avevano forse la pancia un po’ piena e siamo stati bravi ad approfittarne”.
L’appendice play-out sembra ormai inevitabile: “Quando sono arrivato guardavo al Melilli e anche alla possibilità di salvarci direttamente. Loro hanno vinto e si sono portati a +6 a tre giornate dalla fine, quindi è dura. Sarebbe molto importante mantenere anche la posizione che abbiamo ora per garantirci la possibilità di disputare lo spareggio salvezza in casa. Tra i miei compagni c’è comunque rammarico per la classifica perché nelle partite con Giarre, Rosmarino e Palazzolo alcuni episodi nei finali di partita hanno inciso negativamente”.

Una vittoria importante e una dedica speciale al mister Michele Cataldi, costretto in ospedale per un’operazione programmata da tempo: “Gli avevamo detto di tenere il cellulare acceso verso le 17 perché lo avremmo chiamato per farlo stare meglio e così è stato. Gli abbiamo fatto un bel regalo. Fortunatamente il mister si rimetterà in sesto molto presto e potremo tutti quanti lavorare per raggiungere la salvezza”.
L’ex Sant’Agata spiega le motivazioni che lo hanno portato a ritornare a calcare i campi da gioco: “Non c’era un motivo in particolare ma una serie di situazioni che avevano deciso di farmi allontanare dal calcio, nonostante le offerte e le chiamate non fossero mai mancate. A febbraio il direttore generale Sergio Mezzanotte mi ha mandato due messaggi chiedendomi di dargli una mano per salvare l’Acquedolcese. Comunque lo scorso anno credo di essere stato tra i protagonisti di una stagione importante e tornare per raggiungere la salvezza mi è sembrato un atto corretto, l’ideale chiusura di un cerchio”.





