Avversari in campo, amici fuori. È lo spirito con cui la Polisportiva Gioiosa ospiterà sabato il Niscemi al “Comunale”, per una sfida che potrebbe anche valere la salvezza virtuale per i ragazzi di Mirko Silvestri. Non sarà una partita come le altre, perché il Niscemi non è un avversario come gli altri, per via della drammatica frana che ha colpito il mese scorso la comunità della cittadina nissena. Nel suo piccolo il Gioiosa vuole dare un segnale concreto di vicinanza e solidarietà e perciò la metà dell’incasso della partita sarà devoluto in favore della popolazione di Niscemi.

Un gesto che il numero biancogranata Andrea Cultrona spiega così: “Nel nostro piccolo ci teniamo a esprimere tutta la vicinanza e l’amicizia possibile sia agli abitanti di Niscemi che ai giocatori e alla società che affronteremo sabato. Devolveremo la metà dell’incasso in favore della cittadinanza di Niscemi: ci è sembrato il gesto più logico. Società come la nostra conoscono le difficoltà e i sacrifici che si devono affrontare per giocare in situazioni normali, figuriamoci in condizioni difficili come quelle che seguono eventi naturali così gravi. Sappiamo bene che la popolazione di Niscemi necessita di aiuti ben più sostanziosi ma come Gioiosa ci teniamo a dare il nostro piccolo contributo”.
La partita di sabato dovrà rappresentare una giornata di festa e sport: “Una scuola di danza dovrebbe mettere in scena un piccolo spettacolo prima della partita, inoltre i nostri tifosi e quelli del Niscemi dopo la gara staranno insieme per un vero e proprio “terzo tempo”: tra le due tifoserie già nella gara d’andata è nata una bella amicizia. Nel mezzo ci sarà la partita, che naturalmente speriamo di vincere. Loro sono davanti a noi di tre punti e speriamo di raggiungerli in classifica. Vincere per noi vorrebbe dire mettere virtualmente in cassaforte la seconda salvezza consecutiva. Vogliamo che la giornata di sabato diventi un grande evento di sport, amicizia e solidarietà, come dovrebbe essere tutte le domeniche”.

I 31 punti in classifica del Gioiosa non rappresentano un miracolo ma il frutto di un’oculata programmazione e il successo della politica di valorizzazione dei giovani: “Rispetto allo scorso campionato, in cui abbiamo dovuto lavorare sulla rosa cammin facendo per via del ripescaggio, quest’anno ci siamo potuti sedere per programmare e pianificare com’è nostra consuetudine. Puntare sui giovani è una necessità figlia della nostra dimensione: non è uno slogan ma un fatto concreto, siamo una piccola società. Ci sono rose costruite con venti over e cinque under, noi siamo l’esatto opposto. Alcune partite le abbiamo finite con cinque o sei under in campo. I giovani che abbiamo in rosa sono stati scelti tutti in considerazione delle qualità tecniche”.





