La Messana è stata costretta a incassare la seconda sconfitta stagionale, la prima in casa, contro un Modica cinico, che ha sfruttato le sue qualità ma anche l’esperienza, fermando il gioco per circa dieci minuti dopo avere incassato il 2-1 per via di qualche parola di troppo arrivata dagli spalti. Che solitamente non porta certo a un’interruzione del gioco.

Il tecnico Giuseppe Cosimini è comunque orgoglioso della sua squadra: “Sono rammaricato perché credo che ci sia stata soltanto una squadra in campo. Ma è inutile cercare alibi, hanno vinto loro, bravi ma complimenti ai miei ragazzi. Se fino a domenica scorsa pensavo che saremmo arrivati fino a dicembre a giocarcela contro le migliori squadre, che hanno speso di più, hanno gente e allenatori di esperienza, ora sono convinto che ce la giocheremo contro chiunque fino alla fine, perché lo hanno dimostrato. Abbiamo giocato a calcio, perché sappiamo fare soltanto quello, il resto lasciamolo perdere”.
La terna arbitrale non ha mostrato sufficiente polso: “Con la loro malizia hanno vinto la partita ma non mi sono piaciute tante cose. Non è la prima settimana e nemmeno la seconda, i direttori di gara sembrano poco fortunati quando incontrano la Messana. Non capisco: è la prima volta che mi capita di vedere qualcosa di così strano, un portiere che sta fermo 12 minuti senza motivazioni plausibili e l’arbitro che non sa cosa deve fare”.

Resta la grande reazione del gruppo all’immediato svantaggio in avvio: “A fine primo tempo ho detto ai ragazzi che ce l’avremmo fatta perché abbiamo visto subito dopo il gol dell’1-0 come abbiamo reagito, abbiamo pareggiato quasi sul finire del primo tempo, poi nel secondo tempo abbiamo segnato subito il gol del 2-1 prima dell’infinita sospensione”.
Eccellente l’esordio di Le Mura, subito in gol: “Salvatore lo abbiamo fortemente voluto e fa parte di un gruppo comunque di livello, che fino ad adesso ha sempre fatto bene e continuerà a farlo. Per me sono 24-25 giocatori tutti importanti e lo dimostreranno. Lo abbiamo visto ancora una volta e dobbiamo continuare così”.





