Domenica 7 settembre è in programma l’esordio ufficiale del rinnovato Acr Messina ma il club non ha ancora la disponibilità dello stadio “Franco Scoglio” e al momento – secondo quanto si apprende da fonti comunali – non potrebbe utilizzarlo neppure per disputare il match con l’Athletic Palermo a porte chiuse.

La società nelle scorse ore ha richiesto la convocazione della Commissione di Vigilanza, per ottenere l’agilità formale della struttura, che ad inizio campionato viene sempre concessa dopo un sopralluogo dei tecnici e l’analisi della relativa documentazione riguardante gli standard di sicurezza dell’impianto.
Nelle ultime stagioni non sono mancate le complicazioni, con un derby tra Messina e Palermo disputato addirittura sul neutro di Vibo Valentia oltre ad alcuni esordi “a porte chiuse” nonostante gli strali dell’ex presidente Pietro Sciotto. La storia potrebbe ripetersi e rispetto al passato la situazione sembra ancora più grave.

Anche se il club non ha mai annunciato sui suoi canali ufficiali l’avvio della prevendita, PostoRiservato – la società di ticketing di fiducia dell’Acr – aveva già reso disponibili i tagliandi, ma dopo i primi acquisti la procedura di acquisto è stata bloccata. Il Comune ad inizio luglio ha concesso il nulla-osta all’utilizzo dello stadio in ottica iscrizione ma una vera e propria convenzione non è stata poi sottoscritta.
A pesare è il contenzioso tra Palazzo Zanca e il club, che nel corso della gestione Sciotto avrebbe accumulato circa 200mila euro di arretrati. Il passivo dovrebbe essere abbattuto attraverso una rateizzazione da inserire nel piano di rientro, che l’Acr dovrà proporre entro il prossimo 10 ottobre al Tribunale.

Nel frattempo proprio la sussistenza di una procedura fallimentare sembra dare pochi margini di manovra al Comune, contrariato anche per l’avvio della prevendita. Il Dipartimento Sport starebbe inoltre valutando la possibilità di richiedere almeno una fideiussione a garanzia dei debiti pregressi. La nuova stagione è all’orizzonte ma alla porta del Messina, gestito adesso dalla Doadi Srls, bussa nuovamente il recente passato.





