Acr, il 10 agosto è un termine perentorio. Il piano di rientro unico appiglio

Lettura: 3 minuti

L’ultimo anno dell’Acr Messina è stato caratterizzato da varie scadenze “decisive”. Spesso saltate a piè pari, come testimoniano gli inadempimenti che hanno portato ad una maxi penalizzazione di 14 punti. Una conseguenza inevitabile per un club che siglò un preliminare in piena estate, quando c’era da programmare una nuova stagione, e poi è passato di mano soltanto a Capodanno…

Pietro Sciotto
L’ex presidente del Messina Pietro Sciotto in tribuna (foto Paolo Furrer)

Con le ovvie conseguenze sulla pianificazione, sempre assente in otto anni di gestione Sciotto, e la competitività della rosa. Anche il tecnico Giacomo Modica, che ha avuto il torto di non interrompere il suo rapporto con l’Acr dopo una salvezza agevole, ha confidato per mesi in un imminente cambio di rotta, che avrebbe consentito di alzare la famosa asticella. Nulla di tutto questo.

Quando Pietro Sciotto ha poi effettivamente passato la mano, la gestione di Aad Invest Group ha rappresentato una svolta in negativo, con le scadenze di febbraio, aprile e maggio non rispettate e il -4 senza il quale il playout si sarebbe potuto giocare con il vantaggio del fattore campo… Dopo avere superato l’ostacolo della Covisod, il Messina ha adesso di fronte a sé un termine davvero perentorio.

Tribunale
Il Tribunale di Messina

Entro il 10 agosto infatti, a sessanta giorni dall’udienza del 10 giugno, dovrà essere presentato il piano di rientro studiato dai consulenti, legali e commercialisti, incaricati dal club. Alla finestra c’è la Società Cooperativa Calcio Messina, che ha formalizzato via Pec al commissario giudiziale Maria Di Renzo il suo interesse per un eventuale subentro nella gestione.

Servono i fondi ovviamente e da qui i vari contatti avviati anche con la consulenza di Dante Scibilia, che già traghettò nuove proprietà a Catania, Venezia, Siena e Vicenza. E servono certezze sul monte debitorio. C’è poi il gruppo capeggiato dall’imprenditore Giuseppe Peditto, che ha presentato al club una fideiussione – che sarebbe stata stipulata con una nota banca italiana – per confermare la bontà dei suoi programmi e la propria solidità.

Dante Scibilia
Dante Scibilia è stato dirigente del Catania

Fin qui la proprietà dell’Acr Messina non l’avrebbe ritenuta sufficiente anche se l’eventuale “affitto d’azienda” e quindi l’appalto esterno della gestione sportiva dovrebbe comunque essere avallato dal Tribunale. Il termine del 10 agosto si avvicina e se non verrà rispettato decadrà anche l’ipotesi di una composizione negoziata della crisi, con la temuta liquidazione – il vecchio fallimento – che si concretizzerebbe nonostante il mezzo milione di euro già investito per sanare gli arretrati del passato torneo.

Ma c’è anche un altro termine altrettanto perentorio: bisogna chiarire in fretta che tipo di esborso è necessario per rimettere miracolosamente in piedi un club gravato dal passivo pregresso. Il nuovo campionato bussa alle porte, altre squadre si sono già radunate e l’Acr dovrà partire in ritardo e con un pesante -14 da recuperare in ottica salvezza. Il tempo delle scelte è arrivato e per credere in una simile impresa sarebbe necessario avviare già la rincorsa. Utopia o c’è ancora un appiglio a cui aggrapparsi?

BREVI

Risultati e Classifica Serie D

Risultati e Classifica Eccellenza

POTRESTI ESSERTI PERSO