Il Messina rischia la liquidazione giudiziale. Procedure diverse rispetto al 2009

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È fissata per martedì 10 giugno l’udienza che potrebbe delineare il futuro dell’Acr, più fuori dal campo che nel rettangolo di gioco, considerate le scadenze economiche alle porte, che se non rispettate farebbero calare definitivamente il sipario sul club.

Curva Sud
Le sciarpe giallorosse in Curva Sud (foto Giovanni Isolino)

Entro il 6 giugno bisogna saldare infatti tre stipendi (da febbraio ad aprile) e ben sei mesi di contributi (da novembre 2024 ad aprile). Le società virtuose rischiano soltanto una penalità ma il Messina, che partirebbe già da -14 nella futura serie D, potrebbe invece scomparire del tutto dai ranghi federali come già accaduto a Taranto e Turris. Tre retrocessioni viziate da problematiche societarie, che hanno falsato anche l’ultimo torneo di serie C.

Sul Messina la Procura ha acceso i riflettori da tempo, come testimoniano le audizioni dell’ex presidente Pietro Sciotto, del suo successore Stefano Alaimo, del segretario generale Alessandro Failla e dell’ex tecnico Simone Banchieri. Digos e Guardia di Finanza hanno acquisito copia degli ultimi bilanci, della visura camerale e soprattutto dell’atto notarile che il 2 gennaio scorso ha portato al passaggio di consegne tra la famiglia Sciotto, alla guida del club fin dalla sua fondazione nell’estate 2017, e l’Aad Invest Group.

Tribunale
Il Tribunale di Messina

La fiduciaria lussemburghese, già reduce dalla tormentata esperienza in Belgio con il Deinze, poi estromesso dal campionato, si è rivelata nuovamente inadempiente, non riconoscendo alla proprietà uscente i 2,5 milioni di euro di corrispettivo pattuiti di fronte al notaio Silverio Magno né onorando alcuna scadenza economica in Lega.

Tutti da delineare gli scenari futuri, anche perché nei sedici anni trascorsi tra l’allora fallimento del Fc Messina gestito dalla famiglia Franza e la possibile conclusione dell’avventura sportiva dell’Acr – rinato per l’ennesima volta otto estati fa – sono cambiate anche le procedure. Nel marzo 2009 l’allora curatore fallimentare Domenico Cataldo concluse il suo esercizio provvisorio cedendo il ramo d’azienda sportivo, pratica possibile soltanto a fallimento avvenuto.

Sciotto
La famiglia Sciotto presso lo studio del notaio Magno (foto MessinanelPallone)

Un passaggio di consegne dopo mesi sofferti, complicati dalla necessità di fare i conti con pochi fondi in cassa. Ma per la squadra fu un crescendo sul campo, dove maturarono ben otto risultati di fila con il tecnico Gaetano Di Maria al timone. Il Fc arrivò a fine corsa e nacque un altro Acr. Oggi il nuovo codice della crisi d’impresa, che è più articolato, ha introdotto invece la nuova figura della liquidazione giudiziale.

Sarebbe azzardato fare pronostici, anche perché si attende di conoscere come sarà impostata la difesa da parte degli attuali soci, Pietro Sciotto in primis, più che Doudou Cissè, scomparso da tempo dai radar. Stefano Alaimo è dimissionario dal giorno del mancato versamento di stipendi e contributi a metà aprile mentre Alexandre Chateaux addirittura a Messina non si è mai visto nel corso del 2025. Il nuovo codice ha introdotto novità anche sul fronte della massa debitoria, che adesso potrebbe essere abbattuta con nuovi strumenti.

Acr Messina
Il Messina celebra un successo sul campo. Soltanto un’illusione… (foto Paolo Furrer)

Prima del 6 giugno non si possono escludere a priori eventuali interventi del socio di minoranza, che potrebbe coprire una parte dei debiti, anche perché titolare di una fideiussione da 350mila euro che rischia di perdere comunque. Improbabile invece che l’Aad, evanescente da cinque mesi, impronti chissà quale procedura difensiva, dopo avere sempre fatto orecchie da mercante alle istanze di una piazza attonita di fronte ad una condotta che non poteva avere epilogo differente da una retrocessione sul campo. Che imporrà alla città l’ennesima ripartenza dal basso, la quarta in appena trent’anni.

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