Venuto, i trionfi a Milazzo e la spinta a Di Lorenzo: “Ho ancora voglia di panchina”

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35 anni a bordo campo, oltre mille panchine, un campionato (1990) e una Coppa Italia (2003) con l’Orlandina, la conquista dell’Eccellenza con il Due Torri (1999), due promozioni e una semifinale playoff per la C1 con il Milazzo tra il 2008 e il 2011. E l’avventura alla guida della Reggina Primavera, con il futuro capitano del Napoli Giovanni Di Lorenzo, “che poi è esploso”. La carriera del messinese Antonio Venuto è stata ricca di soddisfazioni ma la voglia di incidere è immutata.

Ss Milazzo
Antonio Venuto e Milazzo, un legame inscindibile (foto Nino La Rosa)

“Voglio ancora rimettermi in gioco e continuo ad aggiornarmi. Dopo il master di Coverciano effettuato negli anni di Reggio Calabria, sono appena stato a Rimini per il corso di aggiornamento dei tecnici professionisti. Aspetto una chiamata perché voglio ancora divertirmi e fare sognare grandi risultati alla gente, in un ambiente sereno. Non guardo più al passato ma ho voglia di ricominciare”. 

Chiaramente la squadra a cui rimane più legato è il Milazzo: “Una piazza che resta nel cuore. Sono arrivate grandi soddisfazioni sia nella prima che nella seconda fase, con il recente ripescaggio e la finale regionale con il Modica. Ricordi bellissimi, ho dato tanto e ho ricevuto altrettanto”.

Antonio Venuto
Antonio Venuto sulla panchina del Due Torri

A Reggio Calabria una tappa importante: “Oltre a Di Lorenzo sono stati lanciati Maita, Akrapovic e il compianto Leone, morto a 28 anni. In quel momento lavorava alla grande, era forse la migliore scuola d’Italia dopo l’Atalanta. Non a caso ha giocato grandi campionati in serie A sfruttando bene quel vivaio, un’accademia di calcio e tecnica”.

E non vanno tralasciate due realtà oggi scomparse, il Sant’Agata che ha vissuto un’estate terribile e il vecchio Due Torri: “Piraino raggiunse grandi risultati in serie D, una parentesi felicissima. Con Calafiore e un giovanissimo Cicirello, che divenne calciatore vero dopo avere giocato a basket. E ancora Roberto Marino, poi passato all’Acr, Compagno, che è stato protagonista in Romania e ora è in Corea, Pitarresi, Puntoriere, Provenzano, Cassaro e Matinella, che ci fece fare il salto di qualità. Una realtà tranquilla, che ha rilanciato in tanti ed è stata un grande trampolino di lancio anche per gli allenatori, Giuseppe Raffaele su tutti”.

Antonio Venuto
Antonio Venuto ha sposato l’Acr Messina nel momento peggiore

Paradossalmente l’esperienza più amara è stato l’Acr Messina di Sciotto: “Ho sempre sognato di allenare nella mia città e dopo tanti avvicinamenti anche in Lega Pro con Stracuzzi è arrivata l’attesa chiamata. Dopo poche giornate ho capito che non c’erano i presupposti per continuare. Avrei voluto incidere diversamente ma i risultati di questi otto anni dimostrano che le responsabilità non erano di tecnici e ds. I fatti alla fine dicono questo”. 

Adesso Venuto segue da spettatori l’inizio della nuova serie D: “Un bel torneo, peccato che ne salga soltanto una, in attesa dell’annunciata riforma che darà finalmente un senso ai playoff. La Reggina ha grande entusiasmo e dopo avere perso il campionato cerca la promozione, che potrebbe contendergli la Nissa. Il Savoia è una piazza importante e se parte bene diventa un’avversaria credibile. La Gelbison è una bellissima realtà e anche se viene spostata da un girone all’altro fa sempre bene e ha già vinto questo campionato: potrebbe essere la sorpresa come il Gela”.

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Antonio Venuto e Santo Matinella, insieme a Piraino, a Messina e a Milazzo (foto Nino La Rosa)

In provincia c’è rinnovato fermento: “L’Igea Virtus ha irrobustito la squadra. Marra e Chiavaro conoscono la D, sarà competitiva, magari tra le prime cinque. Barcellona è una piazza esigente e non semplice, in cui se sbagli diminuiscono le presenze allo stadio. Il Milazzo ha il valore aggiunto della tifoseria passionale e potrebbero stupire. Catalano e Strianese sono una coppia navigata, hanno preso Dall’Oglio, Bosetti, Giunta e Currò e confermato Franchina, Dama, Cassaro e Corso, un elemento importantissimo che avevo nella Reggina e fa la differenza nella categoria”. 

L’Acr è chiamato ad una rimonta miracolosa: Martello e Romano sono ottimi professionisti e grandi persone. Il mister non aveva colpe a Licata. È un lusso per la categoria e potrebbe mettere a tacere tante critiche, però il -14 è un fardello difficile da colmare. Sarebbe un miracolo calcistico. Paternò e Ragusa? Hanno difficoltà ma sono piazze importanti, che possono risorgere. Non ci si può cullare sulle disgrazie altrui”.

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Antonio Venuto accanto alla statua di Marco Salmeri

In Eccellenza ci sono due favorite d’obbligo e due outsider, subito di fronte all’esordio: Modica e Vittoria dovrebbero essere favorite per la vittoria finale per la campagna acquisti e i campionati recenti. Messana e Avola possono essere però competitive, sono due ottime squadra. Le sorprese? Atletico Catania e Niscemi. Una delle quattro nebroidee potrebbe fare un campionato sopra le righe. La Nebros ha dimostrato di avere le idee chiare, disputando un torneo egregio. Il Gioiosa potrebbe inserirsi”.

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