Signorino: “Raggiunto l’accordo sulla cauzione. Più corse anche per i tifosi locali”

E’ stata necessaria una riunione fiume a Palazzo Zanca per giungere ad un accordo tra l’Amministrazione Comunale, l’ACR Messina e l’Azienda Trasporti. Presenti all’incontro il vice-sindaco Guido Signorino, il capo di gabinetto Silvana Mondello, il patron del club giallorosso Pietro Lo Monaco, affiancato dall’amministratore delegato del club Alessandro Failla, l’ingegnere Mario Pizzino, responsabile del Dipartimento Viabilità, e Salvatore De Francesco, a capo del Dipartimento Sport. Ha partecipato al lungo faccia a faccia anche il comandante della Polizia Municipale Calogero Ferlisi, che non era poi presente al momento della sottoscrizione del documento.

Il patron dell'ACR Messina Pietro Lo Monaco

Il patron dell’ACR Messina Pietro Lo Monaco

Soddisfatto Signorino, che rappresentava anche il primo cittadino Renato Accorinti, a Roma per una serie di incontri con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio ed il sindaco della Capitale Ignazio Marino: “Abbiamo siglato una bozza di accordo che rispetta in pieno quanto previsto dall’intesa raggiunta a livello nazionale tra il Ministero, l’ANCI (che riunisce i Comuni Italiani, ndc) e la Lega Pro, che prevede in particolare all’articolo 4 che l’Autorità per la Garanzia della Pubblica Sicurezza locale, e quindi il Prefetto, approvi una pianificazione generale concordata tra società sportiva, Amministrazione Comunale ed Aziende del trasporto pubblico”.

Il nodo della questione era legato all’individuazione del soggetto che doveva accollarsi l’onere di ripianare gli eventuali danni che potrebbero essere arrecati ai mezzi dalle tifoserie: “Negli anni passati Comune ed ATM hanno messo a disposizione i pullman senza che vi fosse alcuna richiesta formale e soprattutto senza alcuna garanzia – ha ricordato Signorino – Per cui vennero impiegati autisti ai quali fu pagato lo straordinario, vi fu un dispendio di carburante e non furono ottenuti i contributi solitamente riconosciuti dalla Regione per il relativo chilometraggio coperto. In più furono danneggiati una decina di mezzi. Non avendo nulla in mano il Comune non poteva risarcire l’ATM, che sperperò risorse. Anche per questo oggi Palazzo Zanca è in pre-dissesto”.

Un masso che è stato utilizzato dai tifosi del Catanzaro per frantumare la vetrata del mezzo dell'Azienda Trasporti di Messina

Un masso che è stato utilizzato dai tifosi del Catanzaro per frantumare la vetrata del mezzo dell’Azienda Trasporti di Messina

Lo Monaco si è impegnato su più fronti: “Il problema non era la cauzione, che abbiamo concordato in 500 € per gara, che verranno ovviamente restituiti se non vi saranno danni ai mezzi – ha aggiunto Signorino – L’intesa prevede inoltre che la società versi al Comune l’equivalente del costo del biglietto di andata e ritorno per ciascun tifoso trasportato e rimborsi soprattutto anche le somme ulteriori nel caso in cui i danni dovessero essere maggiori“. In pratica, se i mezzi pubblici riporteranno danneggiamenti tali da non potere essere coperti dalla cauzione, l’ACR dovrà coprire anche questo esborso.

L’accordo impone degli obblighi anche all’ATM, illustrati sempre da Signorino: “L’Azienda dovrà mettere a disposizione almeno due mezzi, che potranno però essere incrementati a seconda delle esigenze (potrebbe essere il caso del derby con la Reggina o della gara con la Salernitana in corsa per la promozione in serie B, ndc). Inoltre, in linea con quanto richiesto dal Ministero e dal Prefetto, saranno intensificate anche le corse da e per lo stadio nelle fasce orarie relative alla partita. Non potevamo prevedere degli autobus dedicati, che sarebbero più a rischio di vandalizzazione: verrà comunque potenziato  il servizio per i tifosi locali, che viaggeranno con utenti ordinari”.

L’ACR nei giorni scorsi aveva trovato l’accordo con una ditta privata, che avrebbe messo a disposizione i suoi autobus: “Su questo non vi era un divieto espresso da parte delle normative – ha chiarito ancora Signorino – ma era più semplice interfacciarsi con una sola Azienda, in questo caso l’ATM. Altrimenti di settimana in settimana sarebbe stato necessario contrattare con le singole ditte e questo avrebbe potuto portare ad una bocciatura dell’accordo”.

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