Sigma, Calvani: “Vittoria limpida su una squadra di valore. A Trento per sfidare i migliori della categoria” (VIDEO)

Un'affondata poderosa di Young
Un'affondata poderosa di Young

Un’affondata poderosa di Young

La sesta vittoria da capo allenatore su otto partite, la più netta nel punteggio, rallegra e non poco Marco Calvani che dopo la sosta del campionato abbraccia una squadra volitiva e che non ha lasciato nulla al caso nella sfida contro Trieste. Ma guai a parlare di partita facile: “Siamo soddisfatti per i due punti, sono la cosa che conta di più. Nei primi due quarti abbiamo preso un buon margine di vantaggio con tutta la squadra e non solo coi leader storici del gruppo che alleno. E’ un ottimo segnale che mi da fiducia, la squadra ha cercato anche nel finale il tiro giusto, cosa che in altre occasioni non succedeva, cadendo in forzature. Banale dire che era un incontro facile, avevamo il massimo rispetto del nostro avversario, che è la stessa squadra che ha battuto Torino, vincendo anche a Ferentino e con Trapani. Non vado mai ad enfatizzare nulla però voglio rispetto e non leggere che questa di stasera era una partita scontata. Tutte le gare vanno affrontate e lo stiamo facendo. Ottimo l’atteggiamento difensivo, costringendo Trieste a 23 palloni perse, poche le distrazioni in partita. Loro volevano mettere la partita sui ritmi alti, cosa che noi già a Biella abbiamo pagato. La condizione fisica non è ancora delle migliori ma oggi dico che non è fisica quanto mentale, perché quando non reagisci e non dai i giusti stimoli alla testa le gambe non corrono, cosa che oggi è avvenuto”.

Marco Calvani (Sigma Barcellona) applaude la sua squadra

Marco Calvani (Sigma Barcellona) applaude la sua squadra

I complimenti non scalfiscono la corazza del coach romano che loda l’atteggiamento dei suoi ragazzi: “Non partiamo mai per gestrici, giochiamo sempre allo stesso livello, sfruttando il paino tattico che l’intero staff tecnico studia in settimana. Di base vogliamo essere noi a costringere gli altri a fare qualcosa di diverso da quello che hanno preparato. Ci sono state tante buone cose, il primo canestro dove abbiamo usato il talento è stato quello di Collins a fine secondo quarto, la sua prima tripla, lui ha sfruttato la maggiore freschezza dopo aver giocato solo tredici minuti e quattro nel primo quarto. Con lucidità mentale e brillantezza nelle gambe ha scoccato al meglio il tiro. Non è una banalità ma finalmente spero che siamo usciti dal periodo dove abbiamo dovuto gestire il gruppo senza fare gli allenatori della squadra ma tutt’altro. Siamo stati sempre silenziosi anche quando sono arrivate critiche giuste non solo dopo il ko di Biella ma anche a seguito dell’amichevole infrasettimanale con la Viola. Io capisco tutto ma le chiacchiere lasciano il tempo che trovano, nessuno sa che abbiamo annullato due allenamenti perché ci mancava il numero minimo di giocatori ma stiamo in silenzio e ci prendiamo le giuste critiche. Non abbiamo però un atteggiamento da “piagnoni” e vorrei che ci fosse una valutazione complessiva della situazione. In rare occasioni in due mesi che sono a Barcellona, meno di dieci volte, abbiamo fatto un cinque contro cinque in allenamento. Poi è normale che la squadra non si trovi sul campo, sembra che è impacciata, con questo non dico quindi che con oggi abbiamo risolto i problemi ma spero siamo sulla buona strada. Arriva adesso sabato la partita di Trento (ha espugnato il campo di Torino, ndc) che, lo dicono i risultati, è sicuramente la migliore squadra del torneo, eccetto la sconfitta in Coppa con Biella. Chiediamo di poterci allenare insieme mettendo a posto quelle cose che per mancanza di numero di allenamenti non abbiamo potuto fare”.
Infine un’analisi complessiva sulle condizioni della squadra e la situazione di classifica: “Con Fantoni sia io che Ducarello abbiamo parlato a lungo e lo abbiamo un po’ limitato nell’impiego decidendo di non farlo rientrare nel finale. L’ottavo posto si è distanziato ma è una situazione molto precaria, varia da settimana in settimana. Prima sembra che puoi arrivare primo, poi se perdi rischi i playoff. Stiamo con i piedi per terra. Oggi non era semplice, avevano vinto contro squadre importanti. Siamo soddisfatti per quello che abbiamo fatto specie per l’atteggiamento tenuto in campo”.

Eugenio Dalmasson (Trieste) parla ai suoi ragazzi

Eugenio Dalmasson (Trieste) parla ai suoi ragazzi

L’umore è completamente opposto per Dalmasson che non si capacita della prestazione incolore fornita in Sicilia dalla sua squadra: “Partita difficile da commentare, in campo si sono viste due formazioni di diversa qualità, è venuta la maggior voglia di vincere di Barcellona sin dalla palla a due. Noi siamo stati incapaci di reagire e giocare alla pari almeno dal punto di vista della volontà. Sembrava una partita tra squadre di diversa categoria ma la cosa che fa più male è l’atteggiamento che abbiamo tenuto in campo per tutta la gara, non dignitoso né capace di mostrare le nostre qualità che abbiamo espresso in stagione. Ci aspettavamo che Barcellona potesse fare questa gara con questa qualità e determinazione. A noi la pausa ha fatto male dopo la brillante vittoria di Torino anche se in settimana ci siamo allenati bene. Forse abbiamo smarrito la mentalità e la carica agonistica che dobbiamo sempre avere. Eravamo troppo superficiali e pieni di noi poi col passare dei minuti era oggettivamente difficile reagire ma dobbiamo pensare alle gravi colpe che abbiamo per aver sbagliato l’approccio al match”.
In conclusione l’attenzione del tecnico si sposta al finale di stagione con Trieste che ha quasi archiviato l’obiettivo salvezza ma che non deve fornire alibi a prestazioni come quella odierna: “E’ la cosa più difficile che mi aspetta d’ora in avanti, dopo il successo di Torino tutti danno per scontato che l’obiettivo salvezza è archiviata ma così non è perche la nostra è una squadra giovane che deve vivere di mentalità, furore agonistico e ardore e le salvezze si costruiscono con un atteggiamento che oggi non abbiamo mai avuto”.

Questo il video della conferenza stampa dell’allenatore di Trieste Eugenio Dalmasson:

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