Rando: “Vincere per società e tifosi. Saffioti? Non invada il campo altrui”

Pasquale RandoPasquale Rando in piedi davanti alla sua panchina

Non ha peli sulla lingua il tecnico dell’Acr Messina Pasquale Rando, che ha presentato con la consueta schiettezza la sfida con il Fc: “Non è onesto dire che è una gara come le altre, ma ormai per noi ogni settimana diventa decisiva. Vogliamo regalare una soddisfazione a tifosi e proprietà, che ci sono sempre vicini. A Licata abbiamo fatto bene nella fase difensiva e anche in avanti siamo stati pericolosi. Ci manca qualcosa, lo dicono le immagini”.

A fronte di alcuni recuperi, come Sampietro, si registra anche un’importante defezione:Bruno ha accusato un problema muscolare e non sarà della partita. Recuperiamo Cristiani ma ho comunque in organico tanti elementi di spessore e la possibilità di variare tra over e under. L’unico timore che ho sono i miei giocatori, spesso i primi avversari siamo noi stessi”.

Siclari

Possibile promozione per Siclari, considerato il forfait di Coralli

Rando ha lodato le qualità dell’avversario: “Loro sono una delle migliori squadre del campionato, con un allenatore che le fa giocare bene. Costantino si gioca la panchina? Mi dispiace, spesso non c’è logica né meritocrazia. Non basta essere bravi e preparati, dipende tutto dai risultati”.

Rando allenò per anni il Città di Messina, realtà da cui è nato il nuovo Fc: “Io le ritengo due realtà completamente diverse. Sono legato a Elio Conti Nibali e al compianto Giampiero De Leo. Il presidente Arena, non me ne voglia, se voleva fare calcio a Messina doveva pensare all’Acr e non ad altri”.

Francesco Forte

Il difensore Francesco Forte in azione a Licata

Inevitabile il botta a risposta con il preparatore atletico Giovanni Saffioti, che ha appena annunciato il suo addio: “Come tutte le star ha scelto il modo sbagliato per uscire di scena. Ci tengo a sottolineare che in 37 anni di calcio non ho mai avuto litigi con nessuno. Lui forse voleva essere il primo attore, ma ha sbagliato persona. Ognuno deve pensare al proprio settore, senza invadere il campo degli altri. Mi dispiace perché dopo l’esonero di Cazzarò lo avevo voluto ancora in squadra: evidentemente ho sbagliato valutazione”.

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