Rando: “Devono emergere le nostre qualità. Emozioni? Servono i tre punti”

Panarello e RandoPanarello e Rando sul manto del "Franco Scoglio"

Dopo la splendida parentesi con il Città di Messina, che non godeva però del supporto della tifoseria, Pasquale Rando torna in panchina, a sei anni di distanza, e le attenzioni saranno sicuramente maggiori.

Nel nuovo faccia a faccia con i giornalisti, il tecnico dell’Acr ha però assicurato che non avrà tempo per i sentimenti: “Non c’è tempo per le emozioni, le ho avute soltanto quando ho indossato di nuovo le scarpe da calcio. Sono tifoso del Messina da quando ero bambino, ma la voglia di fare risultato copre tutto il resto. Nel calcio poi gli episodi fanno la differenza”.

Pasquale Rando

Pasquale Rando in conferenza stampa, prima del ritorno in panca (foto Giovanni Isolino)

Dopo tre ko consecutivi, quattro considerando la Coppa, occorre una scossa di natura psicologica: “Bisogna trasmettere la carica giusta ai ragazzi. Abbiamo lavorato benissimo e non vediamo l’ora che inizi la partita. Sarà Marra è un ex e lo stimo tantissimo: un motivo in più per fare bene. Daremo le giuste attenzioni al Castrovillari però dobbiamo pensare soltanto a noi stessi, fare emergere le qualità che abbiamo e dare le prime soddisfazioni al pubblico”.

Sembra scontato l’addio al 3-5-2 e il passaggio al 4-3-3: “Abbiamo provato varie soluzioni. Finalmente Cristiani è a disposizione, potremmo rischiarlo fin dall’inizio. Ci siamo presi l’impegno di giocare un calcio propositivo, per ottenere più punti possibili, senza fare le barricate. Non dobbiamo guardare la classifica, che fa paura”.

Rando e Obbedio

Pasquale Rando e Antonio Obbedio

Rando ha analizzato nuovamente le difficoltà emerse in fase di costruzione dell’organico, già denunciate dal direttore sportivo Antonio Obbedio: “La squadra è stata costruita con gente importante come Esposito, che purtroppo fin qui non è stato possibile impiegare. Abbiamo avuto problemi di mercato all’inizio, perché Messina non era più ambita per tutto quello che è successo nell’ultimo decennio. La rosa è stata completando strada facendo, anche se abbiamo perso per strada alcuni elementi importanti, che dopo un pre-accordo si sono rimangiati tutto”.

Rando è tornato ancora una volta sulle motivazioni che lo hanno portato ad accettare la chiamata del presidente Sciotto: “Torno dopo tanto tempo in panchina, ma sul campo ci sono sempre stato. Soltanto il progetto del “Despar” mi aveva allontanato. Tanti fattori mi hanno spinto a dire sì, dal messaggio di mio figlio agli attestati di stima del tifo organizzato. Ingaggiare un allenatore che non conosceva il gruppo sarebbe stato un azzardo. In una piazza così hai solo da perdere ma c’è il potenziale per fare bene, anche se il calcio è pur sempre uno sport e nella vita c’è anche altro”.

Commenta su Facebook

commenti