La Paganese aggrava la crisi del Messina. Deposti i sogni di gloria, urge una reazione

Lo scoramento dei calciatori del Messina dopo la sfida persa a Pagani un anno fa

La sfida degli ex, ben sei (i due tecnici, Marruocco, Nigro, Enrico Pepe e Lombardo), ha certificato la crisi di gioco e personalità del rinnovato Messina, superato con merito da un’ottima Paganese. In sei gare ufficiali, tra campionato e Coppa Italia, i biancoscudati hanno rimediato ben quattro sconfitte, un pareggio ed una vittoria nel derby, che per quanto storica e celebrata è apparsa oggettivamente un premio eccessivo per quanto costruito dalla Reggina.

La squadra a colloquio con i tifosi a fine gara

La squadra a colloquio con i tifosi a fine gara

Il calendario non aiuta: all’orizzonte avversari ostici come Casertana, Lecce e Juve Stabia, ma il doppio turno casalingo dovrà spingere i peloritani ad una reazione d’orgoglio. Dopo appena cinque giornate la vetta è già distante nove punti. Quest’anno non vi sono otto promozioni in palio e le lanciatissime battistrada (Salernitana su tutte) non sembrano intenzionate a rallentare. Deposto quindi con largo anticipo ogni sogno di gloria: la proprietà aveva già chiarito che sarebbe stato un anno di transizione, ma tesserati e tifosi – dopo il blitz del “Granillo” – avevano fatto qualche pensiero ardito, subito allontanato da una classifica non certo esaltante. Il Messina precede soltanto cinque formazioni ed il mantenimento della categoria sarà realisticamente il principale obiettivo in un torneo così competitivo, nel quale anche le ultime della classe hanno qualità da vendere.

Enrico Pepe in contrasto su Herrera: il capitano giallorosso era uno dei sei ex della sfida

Enrico Pepe in contrasto su Herrera: il capitano giallorosso era uno dei sei ex della sfida

Il numero dieci della Paganese, lo scatenato Caccavallo, a lungo protagonista in terza serie e con un passato anche a Crotone e Lecce in B, ha tenuto in ambasce la retroguardia peloritana, un po’ come era avvenuto con Floriano a Barletta, Perrulli con la Lupa Roma, Insigne a Reggio, per non parlare di Letizia del Matera. Come a Pontedera in Coppa, Lagomarsini non è stato impeccabile nell’azione del gol ma poi si è riscattato con gli interessi. La Paganese avrebbe peraltro potuto segnare più di un gol se Girardi fosse stato un po’ preciso e la traversa non avesse respinto un’altra punizione di Caccavallo. Per la seconda gara consecutiva sono apparsi tardivi i correttivi di Grassadonia, con Bucolo – subito protagonista – lanciato soltanto nei minuti finali. Ma considerate le qualità di un tecnico che un anno fa propose un calcio da applausi e che a breve inizierà il corso per il patentino che gli consentirà di allenare anche nelle categorie superiori, l’impressione è che a pesare potrebbero essere proprio le incomprensioni con la proprietà. L’ex bandiera del Cagliari già a Camigliatello ed a Capo d’Orlando, dopo le prime amichevoli estive, aveva chiesto a gran voce innesti in grado di garantire maggiore qualità.

Grande accoglienza a Pagani per Grassadonia, un indimenticato ex. Ma è stato un ritorno amaro in Campania

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Allarmi ascoltati solo in parte, se è vero che l’ottimo Esposito (quanti rimpianti…) è stato rimpiazzato dal promettente Marin (a Pagani ancora in tribuna con Bortoli) mentre l’ultimo arrivo Orlando ha regalato subito tre punti all’esordio. Ed alle richieste di ulteriori correttivi, il patron Lo Monaco, negli studi di Rtp, ha risposto con una metafora sibillina, che appare come un messaggio inequivocabile per il tecnico: “Preferisco un discreto rappresentante che crede nel prodotto e lo vende, ad un ottimo venditore che però non si applica fino in fondo perché non è convinto della bontà della merce”. Di certo il turn-over (cinque novità dal 1’) ha chiarito una volta per tutte il materiale umano a disposizione e l’impressione è che ci sarà molto da lavorare. “I più esperti dovranno fare capire ai giovani quanto pesa questa maglia” ha sentenziato anche capitan Corona in sala stampa.

Vivace confronto tra Bucolo, Corona e Marruocco al rientro negli spogliatoi per l'intervallo

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Fanno discutere a questo punto anche le scelte della società: i contratti annuali siglati nella precedente stagione hanno portato ad uno stravolgimento della rosa, con ben sedici nuovi acquisti ma anche tante, forse troppe, partenze eccellenti. Ferreira si sta ritagliando spazio in B all’Entella, D’Aiello e Maiorano sono protagonisti a Matera e Catanzaro. Sembrano pesare al momento anche gli addii di Squillace, Guerriera e Bernardo, dal momento che gli esterni e Bjelanovic tra acciacchi e forma precaria non hanno ancora potuto garantire lo stesso rendimento. Perfino De Vena e Zaine stanno facendo molto bene ad Aversa, ma sono soprattutto protagonisti i tanti calciatori trattati dal Messina, che hanno poi preferito accasarsi altrove nel corso di un mercato convulso e complicato.

A differenza delle due precedenti annate, nelle quali la preparazione venne affidata a Gaetano Catalano, è evidente il ritardo di condizione. L’auspicio è che ancora una volta il Messina possa uscire alla distanza. Anche perché dopo due promozioni consecutive c’è un patrimonio che non può essere messo in discussione, c’è tutto il tempo per recuperare e lasciarsi alle spalle i primi giudizi che non possono certo essere lusinghieri.

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