Orsa, Crisafulli: “Serve unità tra le società. Federazione stia vicino o sarà dura”

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Parla la società del Longano che si è fatta portavoce di una richiesta comune di istanze indirizzate al Comitato Regionale: “Serve lo scomputo dalla scheda contabile della società delle spese anticipate. Il recupero di crediti dalle imprese è impossibile ed il costo dell’impianto proibitivo. Potremmo trasferirci in Provincia”.

Il dirigente responsabile dell’Orsa Barcellona Lorenzo Crisafulli sta affrontando in prima persona un periodo estremamente delicato che rischia seriamente di vanificare tutti gli sforzi compiuti nell’ultimo arco temporale in cui la società giallorossa ha ottenuto tanti successi a livello giovanile e disputato campionati di vertice in serie C Silver. La programmazione è di fatto ferma ancora prima di cominciare, col passare dei giorni ci si rende conto che la ripresa delle attività nel mese di settembre sembra sempre più a rischio per cui senza aiuti concreti a tutte le società le premesse non sono assolutamente positive come ci conferma il dirigente igeano: “Ad oggi l’unico aiuto reale e concreto che abbiamo registrato è stata l’erogazione dei 600 euro per alcuni nostri collaboratori, indennità di Sport e Salute prevista dal decreto Cura Italia. Somme che ci hanno permesso di saldare tutto il pregresso con staff e giocatori. Le sponsorizzazioni che prima erano la voce principale per il sostentamento e la definizione dei budget oggi sono impossibili con le attività ferme. Capisco inoltre che attualmente lo sport non è il primo problema del paese ma occorrono risposte chiare nelle prossime settimane o il movimento subirà forti riduzioni”.

Lorenzo Crisafulli

Lorenzo Crisafulli (foto Lo giudice)

La palla passa alla Federazione centrale che deve dirimere una questione di difficile risoluzione, ad oggi le prime mosse non hanno convinto la società di Barcellona: “Sono un po’ deluso, ci assicurano l’eliminazione delle voci di tasse gare e spese dei tesseramenti ma quantificando arriviamo a circa 1000 euro quando solo per l’impianto paghiamo 25000 euro annui oltre il 50% delle utenze. Registro contraddizioni perché ad esempio non capisco l’istituzione della rata del 27 maggio con la penalità dell’esclusione, la mancata restituzione della tassa gara col Basket School, incontro spostato e poi mai disputato o la voce dei 625 euro di tesseramento di Mancasola che ha giocato appena quattro gare da gennaio. Almeno quei soldi chiedo che siano scomputati dalla scheda contabile per la prossima stagione. Sottolineo che oggi guardo principalmente alla salvaguardia dei tesserati e del movimento, non ne faccio una battaglia sulla categoria. Ci iscriveremo infatti in serie C solo se gli atleti di nostra proprietà vorranno parteciparvi”.  

Una soddisfazione è rappresentata sicuramente dal Minibasket, attività per la quale già quest’anno l’Orsa Barcellona non ha richiesto alcun contributo ai propri iscritti: “Quest’anno circa 80 famiglie di Barcellona hanno potuto far praticare ai propri figli la pallacanestro senza dover spendere un euro. Di sicuro il mio impegno è teso alla riconferma di questa iniziativa quando finalmente potremo ripartire, già i nostri ragazzini scalpitano, sono il nostro futuro. Per questo dovremo inventarci qualcosa, avremmo inoltre diversi crediti di sponsorizzazioni da incassare ma non pensiamo ad ottenerli in questo momento così delicato”.

Altro nodo spinoso come anticipato riguarda l’utilizzo del PalAlberti. La principale struttura cittadina è sovradimensionata, paga anni di incuria e richiede esborsi per i canoni di affitto non più sostenibili. “Avremmo individuato a Merì una struttura di 400 spettatori ancora mai aperta e per noi congeniale. L’amministrazione locale lo darebbe in gestione a costo zero per un progetto medio-lungo ma occorrono ancora lavori. In città ci hanno garantito che i sette mesi di non utilizzo dell’impianto verranno tradotti in esenzione dai canoni fino ad ottobre 2021. Sarebbe un’agevolazione su cui puntare”.

Orsa

Orsa Barcellona (foto Barresi)

Con protocolli sanitari impossibili da attuare, lo spettro delle gare a porte chiuse che mortificano il movimento ed una progettualità tecnica ferma appare impossibile puntare ad un rinnovo di alcune figure dello staff. “Coach Manzo ha l’ambizione di misurarsi in categorie maggiori, il rinnovo non è stato esercitato e le condizioni non ci permettono di puntare ad un obiettivo comune per cui credo che le nostre strade si divideranno. A Barcellona nonostante la nobile tradizione cestistica al momento già una serie C è proibitiva, la vicinanza al nostro progetto non c’è e già lo scorso anno abbiamo dovuto rinunciare ad un ripescaggio praticamente certo. Non ci sono aiuti da altri imprenditori e le attività commerciali sono allo stremo, inoltre non sono replicabili esempi meritori che avvengono in provincia come ad esempio a Torrenova dove l’amministrazione Castrovinci ha permesso l’iscrizione ed il reperimento di risorse economiche alla squadra”.

Servono criteri chiari e paletti rigorosi da cui ripartire perché il futuro a queste condizioni fa paura un po’ a tutti: “Tante società non ce la faranno, penso ai nostri investimenti sul settore giovanile con la nostra Under 20 tra le più belle realtà a livello regionale. In futuro anche i giocatori dovranno abbassare le pretese perché un giocatore italiano non potrà chiedere quello che riceveva fino a quest’anno. La federazione ci ascolti perché sennò dovremo rivolgerci a campionati organizzati da altri enti sportivi dove le spese sono irrisorie. E’ anche vero però che serve maggiore unità perché ad oggi in serie C solo sei società hanno fatto fronte comune e sposato le nostre richieste”.

PalAlberti

Infine Crisafulli sottolinea le iniziative positive che l’Orsa cercherà di sfruttare per ottenere un sostentamento: “Qualora avessimo maggiori certezze vorremmo partecipare all’erogazione dei mutui del credito sportivo che prevedono un periodo di due anni di preammortamento per la durata di quattro, richiedendo un progetto di medio-lungo termine. Speriamo inoltre che l’economia riparta presto perché tante attività economiche a noi vicine troverebbero l’ossigeno per ripartire e magari darci ancora fiducia. D’altronde al nostro livello gli sponsor sono per lo più costituiti da semplici e determinanti aiuti di amici”.

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