Messina, slitta la pronuncia del Tribunale. Se ne riparla dopo San Cataldo

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Non è ancora stata depositata la pronuncia del Tribunale Fallimentare che, a questo punto, non si conoscerà prima di lunedì 15 settembre, quindi dopo la trasferta che l’Acr Messina disputerà in provincia di Caltanissetta, a San Cataldo.

Giuseppe Peditto
Il direttore generale Giuseppe Peditto (foto Paolo Furrer)

Con ogni probabilità il giudice relatore Daniele Carlo Madia sta già predisponendo l’atto, dopo avere studiato gli incartamenti presentati dal commissario giudiziale Maria Di Renzo, dal consulente tecnico Corrado Taormina, dai legali del club Gianpiero Picciolo e Giuseppe Cicciari e dalla Doadi Srls, che sta curando la gestione del ramo sportivo della società e ha preannunciato che martedì 16 produrrà una nuova fideiussione integrativa a supporto del piano costi-ricavi, giudicato carente.

L’Acr ha chiesto il rispetto della proroga concessa fino al 10 ottobre come termine per la predisposizione di un piano di ristrutturazione dei debiti pregressi, che dovrebbe essere affidato all’esperto contabile Roberto Abbadessa. La Procura spinge invece per l’immediata liquidazione giudiziale, che metterebbe fine a una gestione tormentata. La maggioranza della società è tuttora in mano ad Aad Invest Group, fiduciaria lussemburghese da sempre inadempiente.

Bombaci
Il messinese Bombaci saluta la Curva Sud (foto Paolo Furrer)

Mai versato il corrispettivo per l’acquisto del club al socio di minoranza Pietro Sciotto, che non ha però richiesto la restituzione delle quote. Mai onorate le scadenze, che hanno portato a un -4 decisivo in ottica retrocessione e a un pesantissimo -14 che complica anche i piani salvezza in serie D. La squadra dovrà isolarsi e cercare di portare altri punti da San Cataldo.

Lunedì o comunque all’inizio della prossima settimana si capirà se la gestione resterà in mano alla Doadi o se il commissario liquidatore e un curatore fallimentare dovranno gestire il club, rivalutando i contratti fin qui stipulati, fino a un’asta finalizzata a individuare eventuali compratori. I tempi non sarebbero immediati e quindi anche gli scenari del possibile interregno sono tutti da scrivere. Ore di attesa e incertezza insomma, come a Messina accade ormai regolarmente dal lontano 2008. Senza una svolta credibile e duratura.

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