Messina, la lunga rincorsa salvezza dopo il -14 e la gestione del Tribunale

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In estate è stato subito chiaro come il Messina fosse atteso da una stagione ricca di difficoltà, sportive e non solo. Il percorso dei giallorossi è stato condizionato fin dall’inizio da fattori extra-campo. Dopo la retrocessione dalla C l’ambiente non aveva alcuna fiducia nella proprietà uscente, rappresentata dall’inadempiente Aad Invest Group e dall’ex presidente Pietro Sciotto. In più è arrivata la liquidazione giudiziale, che ha affidato la gestione del club a una curatrice nominata dal Tribunale, l’avvocato Maria Di Renzo.

Pagniello, Di Renzo e Davis
Pagniello, la curatrice Di Renzo e il presidente Davis (foto Alessandro Denaro)

Nonostante ciò, prima dell’asta fallimentare che ha affidato il club alla nuova proprietà, il Racing City Group, la squadra ha mostrato una grande capacità di reazione alle avversità, mantenendo sempre vivo il filo della speranza. Entrano in gioco anche le percezioni esterne e i pronostici. I campionati non professionistici sono meno seguiti da media e tifosi e anche i numeri delle scommesse sportive online si interessano più raramente alle sorti delle squadre meno blasonate, ma il Messina rappresenta ancora oggi una realtà storica del calcio italiano. Basti pensare che è una delle squadre del Meridione ad aver ottenuto i migliori risultati in serie A, con l’indimenticabile settimo posto del 2005. Anche se non si tratta di Napoli o Palermo, il tifo giallorosso non è mai mancato nemmeno negli anni più bui. Un aspetto che continua a fare la differenza.

La prima parte di stagione dei siciliani.
La prima metà del campionato è stata un vero banco di prova per il Messina. La squadra si è trovata a dover rincorrere sin dalle battute iniziali, zavorrata da una situazione che però non ha intaccato il morale del gruppo. La penalizzazione di 14 punti pesava infatti come un macigno sulla classifica.

Pippo Romano
L’ex tecnico del Messina Pippo Romano (foto Paolo Furrer)

Eppure, nel corso delle settimane, il gruppo allenato da Giuseppe Romano, un grande ex calciatore del Messina, ha disputato un’ottima prima parte di stagione, puntando su una fase difensiva particolarmente solida, rivelatasi tra le più affidabili del girone. Il sistema di gioco adottato, un 3-5-2 piuttosto prudente, è stato modellato sulle caratteristiche dei calciatori a disposizione. Questa scelta ha permesso all’Acr di trovare equilibrio e risultati. La squadra ha saputo soffrire e restare compatta anche nei momenti più complicati, pur pagando qualcosa in termini di pericolosità offensiva, anche per l’assenza di un vero bomber in organico.

Il mercato ha prodotto tantissime novità, con un tuffo nel passato.
La nuova proprietà australiana, che non ha mai legato particolarmente con Romano, ha deciso di affidare la panchina a un grande ex, Alessandro Parisi, tra gli eroi della storica promozione in serie A, in un’annata in cui da terzino realizzò addirittura 15 gol.

Matese e Clemente
Il neo-acquisto Matese e Clemente (foto Paolo Furrer)

Il direttore sportivo Luca Evangelisti, insediatosi da un mese e mezzo dopo le dimissioni del predecessore Giovanni Martello, ha rinnovato sensibilmente la rosa, con ben undici innesti e appena quattro cessioni, anche perché durante la gestione del Tribunale non era stato possibile operare innesti e l’organico era piuttosto risicato. Il giovane portiere Andrea Giardino, 2008 scuola Parma, e gli attaccanti Giuseppe Tedesco, in gol domenica contro l’Acireale, Andrea Oliviero e Gabriele Zerbo hanno già conquistato una maglia da titolare. C’è curiosità per gli innesti più “esotici”, l’argentino Juan Cruz Kaprof e il brasiliano Cauet Werner, appena tesserato. Un figlio d’arte, considerato che il papà è l’ex portiere interista Julio Cesar.

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