Tutto in una notte. I funerali di Papa Francesco, che sarà ricordato anche nel pre-gara del “Franco Scoglio”, hanno spostato la sfida tra il Messina e la Juventus Next Gen di circa 28 ore. Per un confronto suggestivo, che rievoca per una notte i tempi andati, anche se di fronte c’è un Under 23, si torna quindi in serale. Per oltre novanta minuti si incrociano i destini di tante sfidanti.

L’Acr ha il vantaggio di non dovere dipendere dai risultati delle avversarie, Foggia e Casertana, impegnate in trasferta a Picerno e Trapani. Con una vittoria, Buchel e compagni sarebbero certi di disputare lo spareggio play-out, indipendentemente dalla disperazione dei pugliesi, che dopo sei sconfitte consecutive vogliono scuotersi in Basilicata, e dei campani, che incrociano la truppa di Aronica, obbligata a vincere per sognare ancora un play-off vincolato però all’eventuale ko del Giugliano con il Benevento.
Guai a sottovalutare l’ambizione della Juventus Next Gen, che inseguiva il Messina un girone fa in classifica e ora è invece certa di giocarsi gli spareggi per la B con una giornata di anticipo. Merito di mister Massimo Brambilla, scelto in estate dal ds giallorosso Domenico Roma per la panchina del Foggia e poi rientrato alla base a Biella dopo la deludente parentesi di Paolo Montero. Già un anno fa i bianconeri furono la sorpresa dei play-off, quando eliminarono l’Arezzo, il quotato Pescara e la Casertana, prima di fermarsi soltanto contro la Carrarese poi promossa in B.

Mancherà qualche interprete ma i giovani juventini hanno voglia di mettersi in mostra, per farsi notare da Tudor. Come dimostra anche lo 0-2 dell’andata, servirà quindi il migliore Messina. Ingrosso è l’unico indisponibile mentre rispetto a Foggia torna a disposizione Dell’Aquila, che sta cercando di recuperare lo smalto migliore. Non è al top Luciani, che partirà comunque titolare nonostante un fastidio muscolare. Stringerà i denti per provare a prolungare il suo stato di grazia, fotografato da nove reti in sei gare.
Davanti a Krapikas potrebbe essere confermata la retroguardia con Lia e Gyamfi sulle corsie, il diffidato Gelli e Dumbravanu in mezzo. Il moldavo allo “Zaccheria” è stato beffato dall’ex Emmausso con una mossa ai limiti, a conferma che in questa fase è d’obbligo la concentrazione massima. Sono a rischio squalifica anche Crimi e Luciani. Bisognerà giocare anche con intelligenza, fermo restando che il tecnico Antonio Gatto ha ribadito che non avrebbe senso risparmiarsi per una sfida che al momento è soltanto un’ipotesi.

Priorità al risultato, anche se il playout salvezza sarebbe il giusto premio per un gruppo che sul campo non ha fatto pesare l’incertezza societaria, adesso al centro anche di un’inchiesta della Procura. Potrebbe rivedersi il 4-5-1, con l’ispiratissimo Garofalo e Tordini più esterni rispetto al trio composto da Petrucci, Crimi e Buchel, chiamati a garantire qualità, geometrie e “garra”. In avanti scalpitano De Sena e Costantino, con Dell’Aquila e Chiarella che potrebbero finalmente tornare per il momento clou della stagione.
Il resto cercherà di farlo il pubblico, che sarà numeroso tra la mobilitazione della Curva Sud e la consueta iniziativa con le scuole. Tutti sono chiamati a dare il massimo per assicurarsi che la sfida del “Franco Scoglio” non sia l’ultima in serie C di un tormentato quadriennio. Sarebbe un epilogo amarissimo e sinceramente immeritato per un Messina che è stato fin qui più forte di tutto e tutti. Ma nel calcio gli esami non finiscono mai e dopo il fischio di Samuele Andreano si resetterà tutto.





