Cambiare all’improvviso allenatore, alla vigilia della sfida che vale una stagione, non è probabilmente la scelta sulla carta più lungimirante, ma il Messina ha deciso di non dare alibi allo spogliatoio, congedando in anticipo il tecnico Simone Banchieri. A guidare i giallorossi a Foggia, dove si annuncia un clima infuocato, sarà quindi Antonio Gatto, ex allenatore della Vigor Lamezia e per svariato tempo nelle giovanili del Cosenza.

Fu anche secondo dei silani nel corso delle brevi gestioni di Zaffaroni e Occhiuzzi, il cui nome fu peraltro affiancato al Messina nei mesi scorsi. Adesso la promozione sulla panchina dell’Acr, nel momento più delicato. Il destino dei peloritani è legato a doppia mandata alla Casertana, che ospiterà il Crotone con l’obiettivo di centrare un’impresa determinante in ottica salvezza. Al netto dell’attenzione per la sfida tra campani e calabresi, il Messina dovrà essere concentrato soprattutto sullo “Zaccheria”. Dove incrocerà una squadra reduce da ben cinque sconfitte consecutive, che non gioca però in casa da un mese, dal momento che l’esclusione della Turris ha imposto ben tre trasferte di fila.
Le premesse estive, con l’arrivo del ds Domenico Roma in Puglia, erano decisamente differenti. Non sono però bastate le dieci reti firmate dall’ex Emmausso, all’andata protagonista al pari di Zunno, e l’ultimo sussulto è stato rappresentato dal successo interno comtro l’Avellino ormai destinato alla B. Il presidente Nicola Canonico, duramente contestato, ha deciso di mettere in vendita il club e non saldare stipendi e contributi di febbraio. In una lettera aperta il massimo dirigente ha ricordato le gravi intimidazioni subite negli ultimi tempi da vari dirigenti, compreso il figlio, e dagli ex calciatori Di Pasquale e Garattoni.

Il tifo organizzato rossonero è stato durissimo e ha chiarito che non accetta alternative alla vittoria, che garantirebbe la permanenza. Tutto da verificare lo spirito con il quale si presenterà in campo il Messina, reduce dalla seconda scadenza economica non onorata dalla proprietà oltre che dal siluramento di Banchieri, che in una società senza altre figure apicali oltre al direttore sportivo Roma, era diventato una sorta di portavoce dello spogliatoio. I suoi continui appelli al sindaco hanno acceso i riflettori sulla crisi societaria del club, trasformandolo in un beniamino del pubblico, che ha accolto con stupore la sua partenza.
L’arrivo in panchina di Gatto potrebbe originare un rimescolamento di moduli e uomini. Si dovrebbe ripartire dal 4-3-3 anche se forse soltanto uno schieramento differente (il 4-3-1-2 o il 4-4-2) consentirebbe di vedere al fianco di Luciani, grande protagonista con nove reti all’attivo, uno tra Costantino e De Sena, che con il cambio in panchina sperano di trovare lo spazio mancato con Banchieri. Difficile comunque pronunciarsi al buio. Davanti a Krapikas in pole Gelli e Dumbravanu, anche se Marino reclama spazio. Sulle corsie potrebbe toccare a Lia e Gyamfi, anche se torna a disposizione Haveri.

A centrocampo dopo la squalifica tocca a Buchel, con Crimi al suo fianco. Se verrà riproposto un tridente uno tra Petrucci e Garofalo potrebbe giostrare più in avanti, al fianco di Luciani e uno tra Pedicillo e Tordini. Appaiono improbabili stravolgimenti in quella che potrebbe rappresentare la penultima uscita in serie C del Messina. Per alimentare le speranze di play-out e salvezza, almeno sul campo, serve un risultato positivo. A dispetto della crisi societaria e della fame del Foggia, che vorrebbe archiviare una stagione da incubo e un disimpegno che trasforma il futuro in un’incognita. L’Acr invece è abituato a non avere certezza alcuna del domani. Nel frattempo non resta che concentrarsi sul presente, auspicando che una scossa sia ancora possibile.





