Il derby dello Stretto visto da Giovanni Martello. Intervenuto nel corso della trasmissione “Pianeta Dilettanti” l’ex direttore sportivo dei giallorossi ha analizzato la gara di domenica e l’1-1 maturato al “Granillo” tra Reggina e Messina.

“Me l’aspettavo così. Il Messina è una signora squadra, molto solida e con ottime individualità. In un derby tutto può succedere, sono gare che sfuggono a qualsiasi pronostico. Il Messina veniva da una partita incredibile contro l’Enna ed ero certo che sarebbe andato a Reggio a vendere carissima la pelle. Per gli amaranto alla fine è stato un punto guadagnato, con il pari acciuffato quasi allo scadere. Hanno incontrato il Messina in un momento delicato, dopo quella sconfitta l’ambiente e i giocatori si sono ricompattati”.
Superando il pesantissimo handicap (-14) di partenza, un Messina allestito in fretta e furia, senza alcuna preparazione estiva, è stato in grado di risalire presto la classifica. Un autentico miracolo sportivo. Il legame si è però interrotto con l’avvento del Racing City Group e Martello ha voluto soffermarsi sulle motivazioni che lo hanno indotto a lasciare l’Acr nello scorso dicembre.

“Sono stato io a dare le dimissioni lasciando il contratto. In punta di piedi, così come ero arrivato a Messina, ho tolto il disturbo, senza polemica né astio, come ho sempre fatto nella mia vita. Il 30 agosto ero stato chiamato per la direzione tecnica del Messina. Con il tecnico Pippo Romano abbiamo costruito una squadra che nel girone d’andata ha collezionato 29 punti, subendo soltanto 11 reti, di cui tre su rigore, numeri da migliore difesa del campionato. Con l’arrivo della nuova proprietà, al di là delle interviste in cui sbandieravano che Martello e Romano avrebbero continuato il loro percorso, senza se e senza ma, alla prova dei fatti ciò non è avvenuto. Hanno nominato Ninni Corda come direttore tecnico e io non avrei avuto margini di manovra senza il benestare di chi mi sarebbe stato al di sopra”.
Le parole del nuovo tecnico Vincenzo Feola, che ha applaudito il lavoro di Martello, Romano e di chi lo ha preceduto nell’avventura a Messina, lo inorgogliscono: “Ringrazio il mister per quello che ha detto. Oltre ai numeri, voglio sottolineare che abbiamo allestito una squadra forte e solida, concepita in maniera economicamente sostenibile, rispettando determinati paletti e non avendo pagato un solo euro di procure. Ero molto soddisfatto del lavoro svolto e mai avrei potuto immaginare che la società, pur legittimamente, avesse la necessità di assumere un altro direttore sportivo. Dopo 18 anni di carriera, 14 consecutivi di serie D, non mi sembrava il caso di restare unicamente per lo stipendio“.

“La Reggina – chiosa Martello – aveva un budget in estate e un’organizzazione che non ha nulla a che vedere né con il Messina né con la D. Noi siamo partiti l’1 settembre senza un pallone, senza lo staff tecnico né nulla e giorno 7 abbiamo giocato la prima partita di campionato, pareggiando 0-0 in casa con l’Athletic Club Palermo. Siamo perciò riusciti nell’intento di aiutare il Messina a salvare la categoria”.





