Lilia Malaja, sportiva senza tempo. L’ex Rescifina ai Mondiali di Maxibasket

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Lo sport è in grado di sfidare i confini fisici e quelli del tempo. Una dimostrazione in più arriva dalla Svizzera, dove è protagonista ai Mondiali di Maxibasket, nella categoria Over 50, Lilia Malaja. Per l’atleta di origine bielorussa, ormai cittadina italiana dal 2003, una lunghissima militanza nella Polisportiva Rescifina Messina. E adesso l’avventura nella manifestazione continentale, con gli inediti colori dell’Ucraina, da tre anni e mezzo funestata dalla guerra.

Lilia Malaja
Lilia Malaja in lunetta al Mondiale MaxiBasket

Nel girone di qualificazione le vittorie con l’Ecuador (73-48 con 16 punti di Malaja), United Kingdom per 85-46 (18 dell’ex Rescifina) e Svizzera per 44-41. Negli ottavi il netto successo con la Bolivia (92-34 e l’high score di 21 punti per Lilia), nei quarti il 65-49 alla Germania con 17 per Malaja, che sta viaggiando a 16 punti di media. Sabato è in programma la semifinale contro la Polonia. Ovvia l’emozione per questa avventura: “Quando le atlete dell’Ucraina mi hanno chiesto di far parte della loro formazione l’ho apprezzato molto. In questo momento, a causa della guerra, le Nazionali russa e bielorussa sono state estromesse da tutte le competizioni, ma lo sport non deve avere nulla a che fare con la politica e questa scelta lo dimostra”. 

“Non abbiamo avuto modo di allenarci insieme ma abbiamo subito trovato l’intesa e siamo un ottimo gruppo – sottolinea –. Il Mondiale è incredibile, con più di trecento squadre e oltre tremila atleti: in pratica un’Olimpiade. Ho scoperto che esistono realtà che si allenano tutto l’anno con grande professionalità. Speriamo di proseguire così anche se qualche piccolo infortunio inizia a limitarci. Si dice che ogni cosa ha il suo tempo, io credo che deve soltanto essere adattata al tempo”.

Lilia Malaja
Lilia Malaja in versione tecnico (foto Lazzara)

Laureata in ingegneria fisica, a Lilia venne riconosciuto il titolo di Maestro dello sport nell’ex Unione Sovietica. In Italia diventa allenatore nazionale nel 2005, preparatore fisico dal 2011 e istruttore nazionale dal 2012. Dal 2005 è responsabile minibasket nella Rescifina e nella Virtus Club Capo Peloro. Ha collaborato con il settore Minibasket della Nazionale Bielorussia, è stata allenatrice del Centro federale siciliano e nel 2020 ha ottenuto la Palma di Bronzo Coni per meriti tecnici.

Malaja inizia a giocare a 8 anni nella città di Minsk. Con la Nazionale Russa vince l’oro agli Europei di Pescara nel 1984 con una media di 9.5 punti a partita e un high score di 21 punti contro il Belgio. Dal 1992, dopo l’indipendenza, e sino al 1998, giocherà nella Bielorussia, collezionando 232 punti in 16 partite e un massimo di 26 contro la Bosnia nel 1998. Da atleta professionista inizia la sua carriera in Polonia, a Poznan, e insieme a Margo Dydek vince per due volte la Coppa di Polonia e ottiene un secondo e un terzo posto in Eurocup.

Lilia Malaja
Le indicazioni di Lilia Malaja dalla panchina in un Rescifina-Catania (foto Nicita Mauro)

In Coppa Rocchetti giocherà 22 partite in quattro edizioni, con le polacche, le spagnole del Cbn Navarra e le francesi del Clermont-Ferrand, segnando un totale di 310 punti (e un high score di 33). In carriera ha giocato anche in Israele e in Italia, dove ha chiuso la sua carriera da professionista a Rovereto nel 2001/02. Quell’anno firmò ben 29 punti proprio con la Rescifina, presieduta da colui che poi diventerà suo marito, Antonio, e in cui militava l’attuale presidente regionale Fip Cristina Correnti. Corsi e ricorsi storici di una carriera e di una passione infinita. Senza tempo appunto. A proseguire la tradizione di famiglia è adesso anche la figlia, la 22enne Anna, che gioca in Ncaa a Washington e ha due sorelle più piccole, la 20enne Irene e la 14enne Olga.

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