Leonardo Busca, playmaker padovano ma messinese d’adozione, è ritornato in città per fare visita a diverse realtà cittadine di pallacanestro. Nella città dello Stretto nessuno ha dimenticato le gesta di uno sportivo che tra il 2002 e il 2004 con la canotta della Pallacanestro Messina, nel corso di due stagioni fra A2 e massima serie, mostrò all’intero panorama nazionale le sue grandi qualità balistiche. Un ricordo che a distanza di oltre vent’anni è la diretta testimonianza di una delle vette più alte raggiunte dallo sport messinese.

Lui, veneto dotato di grande dinamismo in cabina di regia, illuminante nei passaggi e con grande leadership all’interno dello spogliatoio, ha riscosso grande successo riuscendo dapprima a portare i giallorossi allenati da Giovanni Perdichizzi alla finale promozione, persa contro il Teramo della stella Mario Boni, e poi guidando Messina – che nel frattempo era stata ripescata in A1 – nella prima e unica stagione vissuta nell’Olimpo, inaugurata dallo storico successo sulla Benetton Treviso campione d’Italia ammirato da oltre 5.000 spettatori al PalaRescifina, in una sfida che vide Busca in doppia doppia (13 punti e 11 assist).
Celebri i compagni di squadra di quegli anni: prima il gruppo capeggiato da Brian Oliver, Marques Bragg, Agostino Li Vecchi e Herman Smith, successivamente quello impreziosito dagli americani Marlon Garnett, Matt Bonner (campione Nba con i San Antonio Spurs) e Vincent Yarbrough. Squadre da grandi imprese, prima delle problematiche economiche che ne segnarono inevitabilmente il destino. E Busca s’identificò subito con la città, costruendo un legame inscindibile che non si è mai reciso. Infatti proprio a Messina conobbe la sua attuale dolce metà, ragion per cui molto spesso da Padova, sua città, ritorna in Sicilia per rivedere amici e affetti.

Campione vero che oltre a Messina e nella vicina Capo d’Orlando riuscì a farsi ammirare anche a Roseto (autore di un doppio salto dalla B alla serie A), Ferrara, Scafati e Rieti. In settimana l’ex giocatore e attuale direttore sportivo del Cus Padova, accompagnato da fedeli amici come Dani Baldaro, suo assistant coach ai tempi della Pallacanestro Messina, ha fatto visita prima all’Under 13 della Life Basket, guidata da Guido Restanti in un allenamento trascorso alla presenza del figlio Alessandro. Inoltre ha fatto visita anche alla Basket School per assistere al match di serie B Interregionale, nel corso del quale ha ritirato la maglia del club. Infine ha salutato anche il Castanea, soffermandosi a Ritiro con i giocatori della squadra per dispensare utili consigli.





